26 Luglio 2026, domenica
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Etna, la terra trema all’alba: scossa di magnitudo 4.5 nel Catanese

Epicentro sul versante nord-occidentale del vulcano, ipocentro a meno di quattro chilometri di profondità. Scuole chiuse in via precauzionale, monitoraggi in corso: nessun danno segnalato

Alle 7:05 del mattino la Sicilia orientale si è svegliata con un sobbalzo. Una scossa di magnitudo 4.5 ha colpito l’area etnea, con epicentro sul vulcano e un ipocentro superficiale, a circa 3,8 chilometri di profondità. Il sisma è stato avvertito distintamente a Catania e in numerosi centri della provincia, ma anche nel Messina e nel Siracusano. Al momento non si registrano danni a persone o cose.

A certificare l’evento è stato l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), che ha localizzato l’epicentro sull’Etna, in una zona a nord-ovest di Ragalna. Un’area ben nota agli esperti per la sua intensa attività sismica connessa alla dinamica del vulcano attivo più alto d’Europa.

Una scossa breve ma intensa

La percezione è stata netta: pochi secondi, ma sufficienti a spingere molte persone in strada, soprattutto nei comuni pedemontani. Il fatto che l’ipocentro fosse così superficiale ha amplificato la sensazione del movimento tellurico, rendendolo più “secco” e improvviso.

La profondità ridotta – meno di quattro chilometri – rientra nelle caratteristiche tipiche della sismicità vulcanica etnea, spesso legata a movimenti di magma e a fratture superficiali della crosta. Non è un dettaglio tecnico: è la chiave per comprendere perché la scossa, pur significativa nella magnitudo, non abbia al momento prodotto effetti strutturali rilevanti.

Scuole chiuse e verifiche in corso

In via precauzionale, le scuole di Catania resteranno chiuse per l’intera giornata. Lo ha annunciato il sindaco Enrico Trantino, spiegando che la sospensione delle lezioni consentirà di effettuare sopralluoghi accurati negli edifici scolastici. Analoga decisione è stata adottata in diversi Comuni della provincia.

La macchina dei controlli si è attivata immediatamente. Il dirigente generale della Protezione civile regionale ha disposto un monitoraggio telefonico attraverso il servizio di emergenza per verificare eventuali criticità nei territori in cui la scossa è stata avvertita. Un protocollo rodato, che punta a intercettare rapidamente segnalazioni di danni o situazioni di rischio.

L’Etna e la sua sismicità “quotidiana”

L’Etna non è nuovo a episodi del genere. La sua attività è accompagnata da una sismicità frequente, in genere di moderata intensità, che riflette la continua evoluzione del sistema vulcanico. Eventi di magnitudo attorno a 4–4.5, specie se superficiali, possono essere distintamente avvertiti dalla popolazione ma raramente producono conseguenze gravi.

Resta però alta l’attenzione degli esperti. Ogni scossa è un tassello in più nella lettura complessiva dello stato del vulcano: deformazioni del suolo, emissioni, micro-sismicità. Un mosaico complesso che viene osservato in tempo reale dalle reti di monitoraggio dell’Ingv.

Nessun allarme, ma vigilanza costante

Al momento, il bilancio è rassicurante. Nessuna segnalazione di crolli, nessun ferito. Solo paura, qualche crepa preesistente riemersa alla memoria collettiva e la consapevolezza di vivere su un territorio dinamico, dove la terra può tremare senza preavviso.

La giornata proseguirà con le verifiche tecniche e l’analisi dei dati. L’Etna, silenzioso gigante, continua a farsi sentire. E la Sicilia orientale, abituata a conviverci, risponde con prudenza e organizzazione.

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