Al primo atto si studiano, si annusano, si rispettano. E si fermano. Tra Como 1907 e Inter la semifinale d’andata di Coppa Italia si chiude senza reti e senza verdetti. Lo 0-0 del “Sinigaglia” rimanda ogni discorso alla sfida di ritorno in programma a fine aprile a Stadio San Siro. Una partita che promette di essere ben diversa, perché quella lariana è stata una gara bloccata, tattica, a tratti nervosa, con due fiammate nella ripresa e poco altro.
Equilibrio e rotazioni: la semifinale in controluce
Il primo tempo scivola via con la prudenza delle grandi occasioni. Le scelte raccontano molto: rotazioni ampie da entrambe le parti, con l’Inter che concede respiro a diversi titolari in vista del derby di campionato contro il AC Milan e il Como che dosa le energie pensando alla trasferta di Cagliari.
Tra i pali nerazzurri c’è Martinez, preferito a Sommer, e proprio l’ex Genoa deve opporsi con attenzione a Nico Paz, l’unico squillo vero di un primo tempo avaro di emozioni. Dall’altra parte, una giocata elegante di Vojvoda – controllo e destro d’esterno – sfiora il bersaglio senza inquadrare lo specchio. Applausi, ma non gol.
Il copione è chiaro: linee compatte, densità in mezzo, poche verticalizzazioni. L’Inter gestisce il possesso, il Como chiude gli spazi e riparte quando può. Il risultato è un equilibrio quasi statico, che sembra scolpito nella pietra già all’intervallo.
Due lampi, un palo e un’occasione divorata
La ripresa si accende all’improvviso. Bastano pochi minuti per ribaltare la percezione di una gara fin lì soporifera. Darmian, con un cross che si trasforma in tiro, colpisce il palo alla sinistra di Butez: la traiettoria beffa tutti, il legno salva il Como. È l’episodio che potrebbe cambiare la semifinale.
La risposta lariana è immediata e clamorosa. Valle, a pochi passi dalla porta, in area piccola, ha sul piede la palla dell’1-0 ma spreca in maniera sorprendente. Il “Sinigaglia” si porta le mani al volto: occasioni così, in una doppia sfida, pesano come macigni.
Le mosse di Fabregas e Chivu
Dalla panchina arrivano le contromisure. Fabregas inserisce Douvikas per dare più peso offensivo; Chivu risponde con Thuram, a caccia di strappi e profondità. Le sostituzioni ridisegnano gli equilibri ma non il punteggio. L’Inter prova ad alzare i giri del motore, il Como non rinuncia a pungere in transizione. Tuttavia, la sensazione è che entrambe le squadre, sotto sotto, accettino l’idea di giocarsi tutto nel ritorno.
Il finale è più teso che spettacolare: qualche mischia, un paio di palloni sporchi, tanta attenzione a non concedere l’errore fatale. Il triplice fischio certifica uno 0-0 che non scontenta davvero nessuno, ma lascia aperto ogni scenario.
Tutto rimandato ad aprile
La semifinale resta in bilico. L’Inter avrà il fattore campo e un potenziale offensivo da liberare a San Siro; il Como ha dimostrato di poter reggere l’urto e di saper colpire, seppur senza la necessaria freddezza.
Tra un palo e un’occasione sciupata, il primo round non assegna vantaggi. La Coppa Italia, per ora, resta sospesa. Il verdetto è solo rimandato: servirà una notte diversa, più coraggiosa e forse più spietata, per decidere chi volerà in finale.
