3 Luglio 2026, venerdì
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Tram deragliato a Milano, il conducente indagato per disastro ferroviario

L’incidente del 27 febbraio, costato la vita a due persone e con oltre cinquanta feriti, entra nella fase giudiziaria. La relazione della polizia locale alla Procura ipotizza il reato di disastro ferroviario.

A quattro giorni dall’incidente che ha sconvolto la città, la tragedia del tram 9 entra formalmente nell’alveo dell’inchiesta penale. Il conducente del convoglio deragliato il 27 febbraio a Milano è indagato per disastro ferroviario. Un passaggio tecnico, ma cruciale, contenuto nella relazione investigativa trasmessa dalla polizia locale alla Procura della Repubblica.

Quel pomeriggio, il tram della linea 9 è uscito dai binari finendo la sua corsa contro la facciata di un palazzo. Il bilancio è stato drammatico: due morti e circa cinquanta feriti, alcuni dei quali in condizioni serie. Un impatto che ha segnato uno dei più gravi incidenti del trasporto pubblico milanese degli ultimi anni.

L’ipotesi di reato e l’atto dovuto

L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto dovuto per consentire accertamenti tecnici irripetibili — a partire dalle perizie sul mezzo, sull’impianto frenante, sullo scambio ferroviario e sulla dinamica di marcia. L’ipotesi di disastro ferroviario è una delle più gravi previste dal codice penale in materia di sicurezza dei trasporti e mira a chiarire se vi siano state condotte colpose o violazioni di norme di servizio.

Gli investigatori stanno ricostruendo minuto per minuto quanto accaduto: la velocità del convoglio, le comunicazioni intercorse con la centrale operativa, lo stato dei binari e dell’infrastruttura. Saranno determinanti anche i dati registrati dai sistemi di bordo e le testimonianze dei passeggeri.

La città sotto shock

Il deragliamento ha colpito un quartiere centrale, in un orario di intenso traffico urbano. Le immagini del tram incastrato contro l’edificio hanno fatto il giro del Paese, riaprendo il tema della sicurezza del trasporto pubblico locale e della manutenzione delle reti tranviarie, molte delle quali storiche.

L’azienda di trasporto cittadina ha assicurato piena collaborazione con la magistratura e ha avviato verifiche interne. Parallelamente, il Comune ha disposto controlli straordinari sulla rete.

Le domande ancora aperte

Resta da capire che cosa abbia provocato l’uscita dai binari: un errore umano, un guasto tecnico, un’anomalia dello scambio o una combinazione di fattori. L’inchiesta dovrà stabilire eventuali responsabilità e chiarire se l’evento fosse prevedibile o evitabile.

Intanto, la città fa i conti con il dolore delle famiglie delle vittime e con le ferite, fisiche e psicologiche, di chi era a bordo. La giustizia farà il suo corso. Ma la ferita aperta da quel tram lanciato fuori controllo resta, per ora, impressa nella memoria collettiva di Milano.

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