3 Ottobre 2026, sabato
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Grifone feroce, Toro allo sbando: a Marassi finisce 3-0 e la paura sale

Il Genoa domina lo scontro salvezza e aggancia i granata a 27 punti. Espulsione di Ilkhan e difesa fragile: Baroni ora rischia di scivolare verso il terzultimo posto se la Fiorentina batte il Pisa.

Non c’è appiglio, non c’è reazione che tenga. Il Torino si scioglie nello snodo più delicato della stagione e consegna al Genoa una vittoria che vale oro puro nella corsa salvezza. A Marassi finisce 3-0 per il Grifone: risultato netto, fotografia fedele di una partita senza storia, dominata dall’inizio alla fine dai rossoblù.

Con questo successo il Genoa aggancia il Torino a quota 27 punti. E ora i granata guardano con inquietudine al calendario: se la Fiorentina dovesse superare il Pisa, la zona rossa sarebbe a un passo, con tutto il peso psicologico che comporta.

Marassi accende la miccia

Lo stadio Luigi Ferraris è una bolgia e il Genoa si nutre dell’energia della sua gente. Aggressività alta, pressing organizzato, seconde palle conquistate con fame. Il Torino resta schiacciato nella propria metà campo, incapace di costruire trame pulite o di risalire con ordine.

Il vantaggio arriva al 22’. Ekuban scappa sulla corsia, il suo tiro-cross mette in difficoltà Paleari che respinge corto. Norton-Cuffy è il più rapido ad avventarsi sul pallone: tap-in vincente, 1-0 e partita indirizzata.

Il Toro prova a scuotersi solo a tratti. Obrador ha sul sinistro la chance del pareggio, ma trova la risposta pronta di Bijlow. È un lampo isolato in un primo tempo a senso unico.

Il raddoppio e la frattura

Il copione si ripete al 40’. Baldanzi slalomeggia tra le maglie granata, Paleari non trattiene e ancora una volta un rossoblù arriva prima di tutti: stavolta è Ekuban a firmare il 2-0. Difesa passiva, portiere incerto, centrocampo in affanno: il Torino va al riposo con l’acqua alla gola.

Nel recupero del primo tempo arriva anche l’episodio che chiude ogni spiraglio. Ilkhan entra in ritardo su Colombo: rosso diretto. Granata in dieci, sotto di due reti, in un ambiente incandescente. Un incubo sportivo.

Reazione sterile, poi il colpo di grazia

Baroni prova a rimescolare le carte con due cambi immediati. L’atteggiamento migliora, almeno nell’orgoglio. Gineitis e Prati danno un filo di dinamismo, Zapata si costruisce un’occasione importante, ma Bijlow alza il muro. È la fotografia della serata granata: quando si intravede uno spiraglio, si chiude subito.

Il Genoa non si scompone. Sfiora il tris con Norton-Cuffy, fermato sulla linea da Prati, e con Ekhator che non trova precisione. Il 3-0 è solo questione di tempo e arriva all’83’: pallone perso malamente dal neoentrato Pedersen, Messias raccoglie e infila senza perdono. Cala il sipario, Marassi esplode.

Classifica corta, paure lunghe

La vittoria rossoblù è limpida, meritata, figlia di organizzazione e intensità. Il Genoa ritrova punti e convinzione nel momento più delicato, rimettendosi in carreggiata nella lotta per non retrocedere.

Il Torino, invece, esce ridimensionato e fragile. Agganciato a 27 punti, conserva per ora sei lunghezze di margine sulla Fiorentina, ma il rischio di ritrovarsi risucchiato è concreto. Non è solo una questione di numeri: è l’impressione di una squadra che, negli scontri diretti, non riesce a cambiare passo.

La salvezza si costruisce con nervi saldi e identità. A Marassi il Genoa ha mostrato entrambe. Il Torino, per ora, solo smarrimento.

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