5 Luglio 2026, domenica
HomeSportInter-Juve, notte infinita a San Siro: Zielinski al 90’ firma il 3-2...

Inter-Juve, notte infinita a San Siro: Zielinski al 90’ firma il 3-2 e riporta Inzaghi a +8

Nel Derby d’Italia succede di tutto: autogol e riscatto di Cambiaso, Esposito illude, Locatelli risponde. Ma l’episodio che cambia la storia è l’espulsione di Kalulu. E nel recupero il polacco fa esplodere Milano nerazzurra.

Inter-Juventus: una partita per la storia

A volte il calcio supera la cronaca e diventa racconto epico. È il caso di Inter-Juventus 3-2, venticinquesima giornata di Serie A, un Derby d’Italia che entra di diritto nell’album delle notti memorabili. Per intensità, polemiche, ribaltamenti emotivi e, soprattutto, per un finale che ha il sapore del destino.

Al 90’, quando il pareggio sembrava ormai inciso sul marmo, è Piotr Zielinski a prendersi la scena: sinistro dal limite, palla che accarezza l’aria e trafigge Di Gregorio. San Siro esplode, l’Inter torna a +8 sul Milan, la Juventus cade dopo un secondo tempo di orgoglio e sofferenza. Ma il risultato è solo una parte della storia.

Autogol, riscatto e doppio palo: un primo tempo febbrile

L’Inter parte con la convinzione delle grandi squadre. Pressione alta, catene laterali che spingono, ritmo feroce. Al 17’ la svolta: cross teso di Luis Henrique, deviazione sfortunata di Cambiaso che beffa Di Gregorio. Autogol, 1-0, e inerzia tutta nerazzurra.

Eppure il calcio ama la giustizia poetica. Nove minuti più tardi è proprio Cambiaso a riscattarsi: brucia Luis Henrique sul suggerimento di McKennie e firma l’1-1. In pochi minuti passa dall’incubo alla redenzione, specchio perfetto di una partita instabile, elettrica.

L’Inter reagisce con rabbia: doppio palo nella stessa azione, la sensazione che il gol sia solo rimandato. Ma prima dell’intervallo arriva l’episodio destinato a far discutere.

L’espulsione che cambia il destino

Al 42’ Kalulu, già ammonito, interviene su Bastoni. L’arbitro estrae il secondo giallo. Rosso. La Juventus resta in dieci. Le immagini raccontano un contatto minimo, forse inesistente. Il VAR non può intervenire su un secondo giallo. È un dettaglio regolamentare che pesa come un macigno.

La partita cambia pelle. La Juventus rientra dagli spogliatoi con l’assetto della trincea, l’Inter con la pazienza del cacciatore.

Esposito illude, Locatelli risponde

La pressione nerazzurra cresce minuto dopo minuto. Cross su cross, Dimarco ispira, la difesa bianconera resiste. Fino al 76’, quando Pio Esposito svetta di testa sull’ennesimo assist di Dimarco: 2-1, San Siro sembra scivolare verso una vittoria annunciata.

Ma la Juventus non è squadra che si arrende facilmente. Anche in inferiorità numerica trova energie impensabili. All’83’ Manuel Locatelli pesca il jolly: destro chirurgico all’angolino, Sommer battuto, 2-2. È il gol dell’orgoglio, della resilienza, forse dell’illusione.

Il sigillo di Zielinski e la fuga Inter

Quando il pareggio sembra scritto, l’Inter trova ancora forza e lucidità. Al 90’ Zielinski controlla al limite, prende la mira e lascia partire un sinistro che non ammette repliche. Di Gregorio si allunga, ma è troppo tardi. È il 3-2 che fa tremare San Siro e indirizza la corsa scudetto.

Per la squadra di Inzaghi significa +8 sul Milan, margine pesante in una stagione logorante. Per la Juventus resta l’amarezza di una battaglia eroica, compromessa da un episodio che farà discutere a lungo.

Una notte destinata a restare

Inter-Juventus non è mai una partita come le altre. Stavolta, però, ha condensato tutto: errori e redenzioni, polemiche arbitrali, colpi di scena, orgoglio e talento. E soprattutto un finale degno del teatro che lo ha ospitato.

Nel calcio italiano resterà come la notte di Zielinski. E come quella di un’espulsione che, nel bene o nel male, ha cambiato la storia di un Derby d’Italia già consegnato alla memoria.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti