3 Luglio 2026, venerdì
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“Innamorati di Torino”: metalmeccanici sotto la pioggia chiedono il rilancio dell’industria

San Valentino di corteo e comizi itineranti: un migliaio di lavoratori, sindacati e istituzioni in piazza per difendere il patrimonio industriale della città e dell’automotive piemontese.

Sotto una pioggia battente, le strade di Torino ieri hanno respirato un’aria di determinazione. La città, simbolo storico dell’industria italiana, ha visto sfilare un migliaio di lavoratori metalmeccanici lungo il percorso che da piazza Arbarello conduce a piazza Castello. Ad aprire il corteo, lo striscione “Innamorati di Torino”, scelta simbolica per celebrare San Valentino con un messaggio chiaro: l’amore per la città passa anche dalla difesa del lavoro e dell’industria.

Accanto ai sindacati, con i dirigenti locali e nazionali in prima fila – Ferdinando Uliano (Fim Cisl), Gianluca Ficco (Uilm Auto) e Samuele Lodi (Fiom) –, hanno partecipato il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, i sindaci dell’area metropolitana e diversi rappresentanti istituzionali, tra cui l’assessore regionale Maurizio Marrone. Il governatore Alberto Cirio era ad Alba per i funerali di Franca Maria Ferrero, mentre la vicesindaca Michela Favaro, l’assessore Jacopo Rosatelli, la deputata del M5S Chiara Appendino e esponenti di Pd, Avs e Se hanno dato il loro sostegno alla manifestazione.

“Non facce rassegnate ma combattive”

“La piazza di oggi non mostra rassegnazione, ma volontà di lottare”, ha dichiarato Chiara Appendino, ricordando le mobilitazioni dei mesi scorsi davanti agli stabilimenti di Primotecs, Iveco, Lear e Italdesign. “Siamo qui perché amiamo Torino e il Piemonte, e non ci arrendiamo a perdere competenze e patrimonio industriale. Vogliamo piani industriali concreti, un tavolo permanente sull’automotive a Palazzo Chigi e investimenti su stabilimenti, indotto e transizione. Siamo al fianco dei lavoratori che difendono non solo un posto di lavoro, ma il futuro del territorio.”

Comizi itineranti e visione per il futuro

La formula scelta per la mobilitazione è stata quella dei comizi itineranti: a piazza Arbarello, Rocco Cutrì, segretario generale Fim Cisl, ha ricordato che la manifestazione rappresenta “una tappa di un percorso iniziato a dicembre 2023, che coinvolge tutte le sigle sindacali metalmeccaniche e non si esaurisce oggi”. “Torino è stata la capitale dell’auto – ha sottolineato – e non possiamo permettere che la sua storia termini a causa della crisi. Dobbiamo unire tutte le forze sociali per trasformare Torino da città dell’auto a città della mobilità.”

Samuele Lodi, responsabile del settore mobilità della Fiom-Cgil, ha denunciato il rischio di “perdere un settore strategico come l’automotive”, criticando la multinazionale Stellantis per gli investimenti esteri e l’assenza di piani industriali in Italia. “Non possiamo accontentarci di incentivi all’uscita dei lavoratori: servono modelli produttivi nuovi e investimenti concreti.”

Ferdinando Uliano (Fim Cisl) ha posto l’accento sulla necessità di una strategia europea condivisa: “Con l’industria si costruisce occupazione, reddito e coesione sociale. Servono investimenti non solo per aerospazio e difesa, ma anche per l’auto. Senza politiche industriali e sostegno europeo rischiamo di essere schiacciati da Cina e Russia.”

Gianluca Ficco e Luigi Paone (Uilm) hanno sottolineato il valore storico e strategico di Torino per l’automotive italiano e il rilancio possibile con il lancio della Fiat 500 ibrida a Mirafiori. “È necessario che Stellantis continui a investire e che istituzioni centrali e regionali creino le condizioni per la ripresa, a partire dal costo dell’energia. L’Europa deve rivedere regole che mettono a rischio l’industria senza reali benefici ambientali.”

Sara Rinaudo e Lillo Taormina (Fismic Confsal) hanno ribadito che “Torino non si rassegna al declino industriale”: serve una strategia realistica per salvaguardare produzione, occupazione e competenze, con nuovi modelli, volumi maggiori e investimenti immediati.

Lo Russo: “Serve cambiare passo”

Il sindaco Lo Russo ha chiuso il corteo con un appello alla rapidità e concretezza: “Siamo qui a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori per sostenere un processo di reindustrializzazione prioritario per Torino, per il Nord-Ovest e per l’intero Paese. Occorrono strumenti concreti, investimenti e decisioni rapide: le condizioni ci sono, ora serve responsabilità.”

Il messaggio della piazza è chiaro: Torino si conferma cuore pulsante dell’industria italiana e non intende lasciare che la crisi industriale spenga la sua storia e il suo futuro.

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