3 Luglio 2026, venerdì
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Alta Velocità nel mirino: sabotaggi tra Roma e Napoli, traffico in tilt sulla dorsale per Firenze

Danni ai cavi nei cunicoli tra Salone e Labico e tra Tiburtina e Settebagni. Verifiche su un terzo episodio. Ritardi oltre un’ora e treni soppressi. Indaga l’autorità giudiziaria.

La spina dorsale ferroviaria del Paese torna sotto attacco. Nelle ultime ore due sabotaggi hanno colpito la rete dell’Alta Velocità sulle direttrici Roma-Napoli e Roma-Firenze, provocando ritardi a catena, cancellazioni e disagi per migliaia di viaggiatori. Un terzo episodio, al momento classificato come presunto, è in fase di accertamento. L’allarme è stato diramato da Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), mentre la magistratura ha avviato le indagini per fare luce su una sequenza che appare tutt’altro che accidentale.

Cavi bruciati e cunicoli danneggiati

Il primo intervento tecnico si è reso necessario sulla linea Roma-Napoli, nel tratto compreso tra Salone e Labico. La sala operativa di Rfi ha rilevato un’anomalia e, una volta sul posto, i tecnici hanno riscontrato danni ai cunicoli che ospitano i cavi di gestione della circolazione ferroviaria: in più punti i cablaggi risultavano bruciati. Un sabotaggio mirato, che ha colpito un’infrastruttura sensibile e strategica per il traffico ad alta velocità.

Il secondo episodio doloso è stato individuato sulla Roma-Firenze, tra Tiburtina e Settebagni, altro snodo cruciale per i collegamenti del Centro Italia. In queste ore sono in corso ulteriori verifiche su un terzo possibile sabotaggio tra Capena e Gallese, sempre lungo la direttrice verso Firenze. Se confermato, il quadro assumerebbe i contorni di un’azione coordinata su più punti della rete.

Effetto domino su migliaia di passeggeri

Le conseguenze si sono fatte sentire immediatamente. Alla Stazione Termini il tabellone delle partenze e degli arrivi ha registrato per l’intera giornata una sequenza di ritardi superiori ai 60 minuti, con alcune soppressioni. L’Alta Velocità, concepita per garantire puntualità e rapidità, si è trasformata in un collo di bottiglia.

Il problema, spiegano fonti tecniche, non è solo il danno materiale in sé, ma l’effetto a cascata che un’interruzione produce su una rete ad alta intensità di traffico: basta un’anomalia in un tratto nevralgico per compromettere l’intera programmazione delle tracce orarie. I passeggeri sono stati invitati a monitorare gli aggiornamenti in tempo reale sui canali ufficiali del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, in attesa del pieno ripristino della regolarità.

Salvini: “Atti criminali contro l’Italia”

Sulla vicenda è intervenuto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha parlato di “odiosi atti criminali contro i lavoratori e contro l’Italia”, annunciando un rafforzamento della vigilanza lungo le linee più esposte. “Abbiamo incrementato i controlli per stanare questi delinquenti – ha dichiarato – nella speranza che nessuno minimizzi o giustifichi gesti che mettono a rischio la vita delle persone”.

Il riferimento non è solo ai disagi economici, ma anche ai profili di sicurezza: intervenire sui sistemi che regolano la circolazione ferroviaria significa colpire un’infrastruttura critica, con potenziali rischi per l’incolumità pubblica.

Consumatori pronti alle azioni legali

Durissima la reazione delle associazioni dei consumatori. Il Codacons ha annunciato che, qualora i responsabili vengano individuati, avvierà un’azione legale per ottenere maxi-risarcimenti a favore dei passeggeri coinvolti. “I ritardi stanno producendo danni morali e materiali evidenti – afferma l’associazione – con il rischio che i viaggiatori si vedano persino negare gli indennizzi previsti dalla normativa”.

Anche Assoutenti parla di episodi “gravissimi e inaccettabili”, sottolineando come, una volta avvenuto il sabotaggio, la gestione dell’emergenza diventi complessa e difficilmente governabile. Da qui la richiesta di potenziare le strategie di prevenzione, rafforzando sorveglianza e sistemi di allerta precoce.

La sfida della sicurezza su una rete strategica

La rete Alta Velocità italiana rappresenta uno degli asset infrastrutturali più rilevanti del Paese, non solo per il trasporto passeggeri ma anche per l’immagine di efficienza e modernità che proietta all’estero. Colpirla significa intaccare un simbolo di affidabilità.

Le indagini dovranno ora chiarire matrice, movente e modalità operative. Resta, intanto, il dato concreto di una giornata difficile per pendolari, professionisti e turisti, in un’Italia che si scopre vulnerabile proprio dove si sente più veloce.

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