15 Agosto 2026, sabato
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Borse in bilico, il Bitcoin affonda a 66 mila dollari: l’Europa aspetta il verdetto della Fed

Listini in ordine sparso in avvio, riflettori puntati sul lavoro Usa e sui tempi del taglio dei tassi. Wall Street aggiorna i record con il Dow Jones, mentre petrolio e criptovalute arretrano. A Milano scivola Nexi, Italgas guida i rialzi.

Le Borse europee aprono la seduta con il freno tirato, sospese tra l’inerzia della vigilia e l’attesa per il dato più osservato della settimana: i salari non agricoli degli Stati Uniti. È da quel numero – termometro della solidità del mercato del lavoro americano – che gli investitori sperano di ricavare indicazioni decisive sulle prossime mosse della Federal Reserve e, soprattutto, sulla tempistica dei tagli ai tassi.

A Milano il Ftse Mib parte invariato (-0,01%), Francoforte cede lo 0,07%, mentre Madrid (+0,28%) e Londra (+0,50%) tentano un rimbalzo selettivo. Un’apertura in ordine sparso che fotografa l’incertezza di una fase di mercato in cui ogni indicatore macro può spostare gli equilibri.

Il nodo dei tassi e la partita alla Fed

Secondo il FedWatch del Cme Group, il mercato prezza un primo taglio del costo del denaro non prima di giugno. Nell’ultima riunione, la banca centrale americana ha lasciato i tassi invariati nel corridoio 3,5%-3,75%, confermando un atteggiamento prudente in attesa di segnali più chiari sul rallentamento dell’inflazione.

A complicare il quadro c’è anche il passaggio di consegne ai vertici dell’istituto: Kevin Warsh è indicato come successore di Jerome Powell, reduce da settimane di tensioni con il presidente americano Donald Trump proprio sul tema della politica monetaria. Un cambio al timone della Fed in un momento così delicato aggiunge un ulteriore elemento di volatilità potenziale.

Wall Street divisa, il Dow aggiorna i massimi

La chiusura di ieri a New York ha confermato un mercato a due velocità. Il Dow Jones ha messo a segno un nuovo record per la terza seduta consecutiva (+0,10%), sostenuto dai titoli industriali e finanziari, mentre Nasdaq (-0,59%) e S&P 500 (-0,33%) hanno arretrato, penalizzati dalle prese di beneficio sul comparto tecnologico.

In Asia seduta fiacca per le Borse cinesi, mentre Tokyo è rimasta chiusa per festività. Sul mercato valutario il dollaro si indebolisce leggermente: l’euro risale a quota 1,191 contro il biglietto verde, segnalando una momentanea pausa nel rafforzamento della valuta americana.

Sul fronte geopolitico, resta alta l’attenzione sull’Ucraina: secondo il Financial Times, il presidente Volodymyr Zelenskiy sarebbe pronto ad annunciare il 24 febbraio un piano per le elezioni presidenziali e un referendum, mossa che potrebbe avere riflessi sugli equilibri regionali e sui mercati energetici.

Petrolio in calo, Bitcoin ancora sotto pressione

Le quotazioni del greggio scendono in attesa di nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran, che potrebbero incidere sull’offerta globale. Il Brent con consegna ad aprile arretra dello 0,7% a 69,3 dollari al barile, mentre il Wti di marzo perde lo 0,8% a 64,4 dollari.

Prosegue intanto il “criptoinverno” del Bitcoin. La principale valuta digitale scivola a 66.776 dollari (-2,75%), estendendo la fase di debolezza dopo il tonfo di venerdì che l’aveva spinta sotto la soglia psicologica dei 60 mila dollari. Un movimento che riflette sia la maggiore avversione al rischio sia l’impatto delle aspettative sui tassi: in un contesto di rendimenti elevati, gli asset più speculativi soffrono.

Oro e argento tornano a brillare

In controtendenza i metalli preziosi, che beneficiano del clima di incertezza. L’oro spot sale dello 0,58% a 5.055,8 dollari l’oncia, mentre l’argento mette a segno un balzo del 3,5% a 83,5 dollari. Gli investitori tornano a cercare protezione nei beni rifugio, in attesa di indicazioni più nette dal ciclo economico globale.

Piazza Affari: Nexi in coda, Italgas in vetta

A Milano l’avvio è caratterizzato da movimenti selettivi. Nexi scivola in fondo al listino con un ribasso del 2,7%, oggetto di vendite fin dalle prime battute. In testa si porta invece Italgas (+1,3%), sostenuta dagli acquisti sul comparto utilities.

Andamento contrastato per le banche: Mediobanca arretra dell’1%, mentre Banco Bpm si muove poco sopra la parità (+0,2%). Segno di un settore che resta sensibile alle prospettive sui tassi: eventuali tagli, se da un lato favorirebbero l’economia reale, dall’altro comprimerebbero i margini di interesse.

In sintesi, i mercati si muovono su un crinale sottile. Il dato sul lavoro americano potrebbe rappresentare il prossimo spartiacque: da esso dipenderà la direzione delle politiche monetarie e, di riflesso, l’orientamento degli investitori tra rischio e difesa. Per ora prevale l’attesa.

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