La guerra in Ucraina continua a scandire il tempo dell’Europa orientale. Nel giorno numero 1437 dall’inizio dell’invasione russa, il conflitto torna a colpire con forza la città di Kherson, bersaglio di nuovi bombardamenti da parte delle forze di Mosca. Il bilancio è di almeno nove feriti, civili coinvolti nell’ennesimo attacco che ha interessato aree abitate. Tra loro anche due donne, di 86 e 44 anni, trasportate d’urgenza in ospedale per le ferite riportate.
Kherson, già simbolo della resistenza ucraina nel sud del Paese e teatro di durissimi combattimenti nei mesi scorsi, resta una delle città più esposte al fuoco russo. I raid confermano una strategia di pressione costante sulle aree riconquistate da Kiev, con l’obiettivo di logorare le difese e la popolazione civile.
Parallelamente, il fronte si estende anche all’interno dei confini russi. Mosca ha annunciato che le proprie difese aeree hanno abbattuto 22 droni ucraini, intercettati in diverse regioni del Paese. Un’azione che testimonia come la guerra non sia più confinata alle linee di contatto sul territorio ucraino, ma coinvolga sempre più spesso lo spazio aereo russo, alimentando l’allarme sulla sicurezza interna.
Il quadro resta quello di un conflitto senza segnali concreti di de-escalation, in cui attacchi e contro-attacchi si susseguono quotidianamente, mentre il peso maggiore continua a ricadere sui civili. A oltre tre anni dall’inizio delle ostilità, la guerra in Ucraina appare sempre più come una lunga prova di resistenza, militare e umana, destinata a lasciare segni profondi e duraturi su entrambi i Paesi.
