29 Giugno 2026, lunedì
HomeMondoCronaca nel MondoIran, altri sei anni di carcere per Narges Mohammadi: alla Nobel per...

Iran, altri sei anni di carcere per Narges Mohammadi: alla Nobel per la Pace imposto anche l’esilio nel Khorasan

Nuova stretta del regime contro la dissidenza

La repressione contro una delle voci più autorevoli dei diritti umani in Iran non conosce tregua. Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace 2023 e simbolo della battaglia civile contro l’oppressione del regime, è stata condannata a ulteriori sei anni di carcere da un tribunale iraniano, con l’accusa di “associazione a delinquere e collusione”. A questa pena si aggiunge un altro anno e mezzo per “propaganda contro il sistema”, oltre a due anni di esilio interno e al divieto di espatrio.

A darne notizia è stato il suo avvocato, Mostafa Nili, attraverso un messaggio pubblicato su X e confermato all’Afp. La sentenza prevede per la 53enne anche l’obbligo di dimora nella città di Khosf, nella provincia del Khorasan meridionale, una misura che di fatto equivale a un ulteriore isolamento politico e umano.

Secondo il legale, il tribunale ha contestato a Mohammadi una generica accusa di “associazione e collusione per commettere reati”, una formula ampiamente utilizzata dalle autorità iraniane per colpire attivisti, giornalisti e oppositori. Una condanna che si somma a un quadro giudiziario già pesantissimo: la Nobel sta infatti scontando una pena complessiva di 13 anni e nove mesi di detenzione per presunti reati contro la sicurezza nazionale.

L’ultimo arresto risale a dicembre 2025, quando Mohammadi è stata fermata a Mashhad, nel Nord-est del Paese, insieme ad altri attivisti durante la cerimonia funebre di Khosrow Alikordi, avvocato per i diritti umani morto in circostanze mai chiarite. In quel periodo la dissidente si trovava in congedo temporaneo dal carcere di Evin, a Teheran, per gravi motivi di salute.

Dopo l’arresto, Mohammadi è stata trasferita nel carcere di Mashhad e sottoposta a isolamento. Nei giorni scorsi aveva intrapreso uno sciopero della fame, l’ennesimo gesto di protesta in una lunga storia di resistenza civile condotta dietro le sbarre.

Vincitrice del Nobel per la Pace nel 2023 per oltre vent’anni di impegno a difesa dei diritti umani, in particolare quelli delle donne iraniane, Narges Mohammadi è diventata uno dei volti più riconoscibili della sfida interna al regime. Una sfida pagata con lunghi periodi di detenzione, vessazioni giudiziarie e una separazione che dura ormai da un decennio: dal 2015 non vede i suoi due figli gemelli, che vivono a Parigi.

La nuova condanna rafforza il messaggio del potere iraniano: nessuna concessione a chi continua a denunciare violenze, repressioni e discriminazioni. Nemmeno quando a farlo è una premio Nobel per la Pace.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti