Altro che occasione persa. Per il Movimento 5 Stelle, il Piemonte guidato dal centrodestra non ha mancato un appuntamento storico, ma ha già vinto – amaramente – una competizione tutta sua: quella dell’aumento della pressione fiscale, dei trasporti ferroviari in affanno, delle liste d’attesa sanitarie interminabili e dei diritti sociali ridotti a promesse sulla carta.
È questo il senso della dura replica dei regionali M5S Disabato, Unia e Coluccio alle dichiarazioni di Fratelli d’Italia, accusata di riscrivere la realtà mentre si consuma l’ennesimo scontro ideologico sul tema delle Olimpiadi. Una polemica che, secondo i pentastellati, distoglie l’attenzione dalle vere emergenze quotidiane che cittadini e cittadine piemontesi affrontano ogni giorno.
Nel mirino finisce in particolare l’intervento dell’esponente di FdI Binzoni, che ha parlato di “profondo rammarico” per una presunta occasione olimpica sfumata. Un giudizio che, per il M5S, ignora deliberatamente il contesto reale: «Mentre si celebrano i grandi eventi – accusano – la maggioranza di centrodestra ha appena aumentato le tasse, colpendo lavoratori e pensionati e mettendo nuovamente le mani nelle tasche dei piemontesi».
La fotografia del Piemonte di oggi, secondo il Movimento, è lontanissima dalla retorica delle opportunità mancate. I treni arrivano con ore di ritardo o vengono cancellati senza alternative, trasformando le stazioni in interminabili sale d’attesa. La sanità pubblica è soffocata da liste d’attesa che si allungano a dismisura, con sistemi di prenotazione spesso inaccessibili, fino a rendere il diritto alla cura una chimera. Nel frattempo, studenti idonei restano senza borsa di studio per scelte politiche precise e molte famiglie attendono voucher scolastici già assegnati sulla carta, ma bloccati dalla cronica mancanza di fondi.
È in questo scenario che il M5S ribalta la narrazione sull’Olimpiade “sfumata”. Se i costi e i debiti dei grandi eventi ricadessero su chi oggi ne fa una bandiera propagandistica – e non sui cittadini – Fratelli d’Italia parlerebbe ancora di rimpianti? Per i pentastellati, Torino e il Piemonte non hanno perso nulla: hanno evitato un copione già visto, fatto di spese fuori controllo, opere inutili, debiti pubblici e profitti privatizzati. Una lezione che arriva dall’esperienza, non dall’ideologia.
Il Movimento rivendica inoltre di aver presentato, a suo tempo, un dossier alternativo fondato su sostenibilità economica e riuso degli impianti esistenti. «Se oggi si cercano responsabili – è la stoccata finale – li si trovi tra chi ha scelto lo sperpero sistematico a danno della collettività».
Mentre una parte della politica guarda ai riflettori dei grandi eventi, il M5S rivendica di guardare alle persone in fila: quelle che aspettano un treno, una visita medica, una borsa di studio o un aiuto concreto per mandare figli e figlie a scuola. «Non è propaganda – concludono – è responsabilità».
