Una corsa contro il tempo finita nel silenzio della neve. Il bilancio della valanga che si è staccata sabato 7 febbraio sull’alpe Meriggio, nel territorio comunale di Albosaggia, in Valtellina, è tragico: due scialpinisti hanno perso la vita, mentre un terzo è riuscito a salvarsi con le proprie forze, emergendo dalla coltre bianca che lo aveva inghiottito.
L’allarme è scattato intorno alle ore 12, quando la slavina si è improvvisamente staccata lungo il versante montano travolgendo il gruppo impegnato in un’escursione con gli sci d’alpinismo. Un distacco improvviso e violento, che non ha lasciato scampo a due dei tre sportivi. Il superstite, nonostante lo shock, è riuscito a liberarsi autonomamente dalla neve e a chiedere aiuto, dando il via alle operazioni di soccorso.
In un primo momento si era parlato di una sola vittima, mentre il terzo scialpinista risultava disperso. Le ricerche sono proseguite per ore in condizioni difficili, con l’impiego di soccorritori specializzati, unità cinofile e mezzi del Soccorso alpino. Nel pomeriggio, però, la speranza si è spenta: il corpo dell’uomo disperso è stato individuato e recuperato senza vita, fissando a due il numero delle vittime.
La tragedia della Valtellina riaccende i riflettori sui rischi della montagna in inverno, in una fase caratterizzata da condizioni nivologiche instabili. Il manto nevoso, reso fragile da recenti variazioni meteorologiche, rappresenta un pericolo costante anche per gli escursionisti più esperti.
Ore di forte apprensione si sono vissute, nello stesso arco di tempo, anche a Bellamonte, in Trentino, dove un’altra slavina ha investito quattro persone. In questo caso l’intervento tempestivo dei soccorsi ha evitato conseguenze fatali, ma l’episodio conferma un quadro di allerta diffusa lungo l’arco alpino.
Due interventi, due territori diversi, un unico denominatore: la montagna che chiede rispetto e prudenza. Un monito che arriva ancora una volta dal suo volto più duro, quello che non perdona errori e che, in pochi secondi, può trasformare una giornata di sport in una tragedia.
