8 Luglio 2026, mercoledì
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Bimbo fermato dall’Ice, il giudice frena l’espulsione: più tempo alla famiglia per chiedere asilo

Immigrazione, il caso Minneapolis scuote l’opinione pubblica americana

L’espulsione, per ora, è sospesa. Un tribunale statunitense ha deciso di rinviare l’udienza sul destino della famiglia del bambino di cinque anni arrestato lo scorso 20 gennaio dagli agenti dell’Ice a Minneapolis, concedendo più tempo per la presentazione della richiesta di asilo. Una decisione che allenta temporaneamente la pressione su un nucleo familiare diventato, suo malgrado, simbolo delle contraddizioni e delle tensioni del sistema migratorio americano.

Il provvedimento arriva dopo l’istanza presentata dalla difesa contro la mozione di espulsione avanzata dal Dipartimento per la Sicurezza Interna. «Siamo grati per il sostegno ricevuto dalla comunità e continueremo a stare al fianco della famiglia», ha dichiarato l’avvocata Danielle Molliver, che aveva chiesto al giudice un rinvio per poter articolare compiutamente la risposta legale.

La vicenda aveva suscitato un’ondata di indignazione negli Stati Uniti e non solo. Il bambino e suo padre, Adrian Alexander Conejo Arias, erano stati fermati nel vialetto innevato della loro abitazione, alla periferia di Minneapolis, e trasferiti in un centro di detenzione per migranti a Dilley, in Texas. Le immagini del piccolo, visibilmente spaventato accanto a un agente dell’immigrazione, avevano fatto rapidamente il giro dei social network, alimentando proteste, prese di posizione politiche e appelli delle organizzazioni per i diritti civili.

Il rinvio dell’udienza non equivale a una vittoria definitiva, ma rappresenta un passaggio cruciale: la famiglia potrà ora formalizzare la richiesta di asilo e tentare di dimostrare il diritto a restare negli Stati Uniti. Nel frattempo, il caso continua a interrogare l’opinione pubblica sul trattamento dei minori nei procedimenti di immigrazione e sul confine, sempre più sottile, tra applicazione della legge e tutela dei diritti fondamentali.

Una storia individuale che, ancora una volta, si trasforma in questione nazionale.

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