14 Luglio 2026, martedì
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Iran, l’avvertimento di Washington ai cittadini Usa: “Lasciate il Paese”. Scattano nuove sanzioni su petrolio e flotta ombra

Colloqui indiretti in corso in Oman, ma cresce la pressione di Washington su Teheran

Mentre i canali diplomatici restano formalmente aperti e in Oman proseguono gli incontri indiretti tra Stati Uniti e Iran, il clima sul terreno si fa sempre più teso. Washington ha invitato i propri cittadini presenti nella Repubblica islamica a lasciare immediatamente il Paese o, in alternativa, a ridurre al minimo ogni esposizione pubblica, mantenendo un profilo basso e costanti contatti con familiari e amici.

L’avviso, pubblicato sul sito dell’ambasciata virtuale statunitense a Teheran, richiama un contesto di sicurezza definito “in rapido deterioramento”: misure di controllo rafforzate, chiusure stradali, interruzioni dei trasporti pubblici e frequenti blackout di internet. Un insieme di fattori che, secondo le autorità americane, rende sempre più complesso garantire assistenza consolare e libertà di movimento.

Nel messaggio, l’amministrazione Usa invita gli americani a valutare seriamente l’ipotesi di lasciare l’Iran “nel modo più sicuro possibile”, privilegiando le vie terrestri verso Paesi confinanti considerati più stabili, come Armenia e Turchia. A chi decidesse di restare viene raccomandato di individuare luoghi sicuri, evitare manifestazioni o assembramenti e ridurre ogni attività non essenziale.

La linea della fermezza non si ferma alle raccomandazioni di sicurezza. Proprio nel giorno dei colloqui in Oman, il Dipartimento di Stato ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni mirate contro il settore energetico iraniano, colpendo quello che Washington definisce il cuore del commercio illecito di petrolio di Teheran. Nel mirino finiscono quindici entità, due individui e quattordici navi appartenenti alla cosiddetta “flotta ombra”, utilizzata – secondo gli Stati Uniti – per aggirare le restrizioni internazionali e continuare l’export di greggio e prodotti petrolchimici.

«Le misure – si legge in una nota del portavoce del Dipartimento di Stato – mirano a interrompere le reti che consentono all’Iran di finanziare attività destabilizzanti attraverso la vendita illegale di petrolio». Un messaggio che ribadisce l’approccio a doppio binario dell’amministrazione americana: disponibilità al dialogo, ma nessuna concessione sul fronte delle sanzioni e della pressione economica.

Il contrasto tra il tavolo negoziale e l’inasprimento delle misure punitive fotografa una fase particolarmente delicata dei rapporti tra Washington e Teheran. Da un lato, la diplomazia cerca spiragli per ridurre le tensioni regionali; dall’altro, la crescente allerta per la sicurezza e il rafforzamento dell’apparato sanzionatorio segnalano che la fiducia resta minima e il rischio di nuove escalation tutt’altro che scongiurato.

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