Si è chiuso ad Abu Dhabi il vertice trilaterale che ha visto seduti al tavolo ucraini, russi e americani, un incontro carico di tensioni ma segnato da un primo concreto risultato: è ormai imminente uno scambio di prigionieri tra Mosca e Kiev, che coinvolgerà 314 persone. La notizia è stata confermata dall’inviato speciale degli Stati Uniti, Gabriel Witkoff, che ha sottolineato come “resti ancora molto lavoro da fare” per costruire un percorso di stabilità duratura.
L’incontro diplomatico, durato l’intera giornata, si colloca in un contesto complesso: sul campo, infatti, la guerra continua a produrre effetti devastanti sulle infrastrutture civili. Nelle prime ore di oggi, raid russi hanno colpito impianti energetici strategici, lasciando al buio milioni di cittadini. Secondo il ministero dell’Energia ucraino, le regioni di Zaporizhia, Odessa, Sumy e Kharkiv hanno subito blackout diffusi.
Il primo viceministro dell’Energia Artem Nekrasov ha spiegato in conferenza stampa: “Sono in vigore programmi di interruzioni di corrente temporanee e di limitazione della capacità per le industrie e le imprese. La situazione del sistema elettrico resta critica e, in alcune aree, si rendono necessarie interruzioni di emergenza per garantire la sicurezza della rete.”
L’annuncio dello scambio di prigionieri giunge a poche ore dalla conclusione del vertice e rappresenta un segnale concreto di dialogo tra le parti, anche se gli analisti avvertono che la strada verso un cessate il fuoco stabile rimane lunga e piena di ostacoli. Intanto, le autorità ucraine cercano di contenere l’impatto dei blackout sulla popolazione, mentre la diplomazia internazionale monitora con attenzione gli sviluppi di Abu Dhabi, considerata una tappa cruciale per la gestione della crisi.
