29 Agosto 2026, sabato
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Piantedosi alla Camera: «Nessuna cessione di sovranità, la presenza dell’Ice alle Olimpiadi è frutto di accordi vincolanti»

Sicurezza e cooperazione internazionale

La possibile presenza di agenti statunitensi dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement) alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina torna al centro del dibattito politico. A fare chiarezza è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto alla Camera con un’informativa volta a spegnere le polemiche e a ricondurre la questione entro i confini della cooperazione internazionale in materia di sicurezza.

«Non si tratta di un’improvvisa e unilaterale iniziativa di compressione della nostra sovranità nazionale», ha scandito il titolare del Viminale, respingendo le accuse di chi intravede nella presenza di personale americano un’ingerenza indebita negli affari interni dello Stato. Al contrario, ha spiegato Piantedosi, l’ipotesi rientra nell’attuazione di un’intesa internazionale «giuridicamente vincolante», assunta dall’Italia nel pieno rispetto delle procedure costituzionali e delle prerogative parlamentari.

Il ministro ha sottolineato come accordi di questo tipo siano prassi consolidata in occasione di grandi eventi internazionali, soprattutto quando si tratta di manifestazioni ad altissima esposizione mediatica e con un afflusso massiccio di pubblico da ogni parte del mondo. In questo quadro, la cooperazione tra apparati di sicurezza nazionali e partner stranieri non rappresenta un’eccezione, ma uno strumento volto a rafforzare i livelli di prevenzione e tutela.

Piantedosi ha inoltre precisato che eventuali agenti dell’Ice opererebbero in un perimetro ben definito, senza poteri autonomi né funzioni di polizia sul territorio italiano, che restano saldamente in capo alle autorità nazionali. «Ogni attività – ha ribadito – si svolgerà sotto il coordinamento italiano e nel rispetto delle nostre leggi».

L’informativa arriva in un clima politico segnato da tensioni e sospetti, alimentati dal timore che le Olimpiadi possano trasformarsi in un banco di prova per forme inedite di controllo o di esternalizzazione della sicurezza. Un’ipotesi che il Viminale respinge con decisione, rivendicando la piena centralità dello Stato italiano nella gestione dell’evento.

Milano-Cortina 2026 si avvicina, e con essa cresce l’attenzione sulle misure di sicurezza. Il messaggio del ministro è chiaro: collaborazione sì, rinunce alla sovranità no. Se vuoi, posso anche rafforzare ulteriormente il pezzo con richiami al dibattito parlamentare, alle reazioni delle opposizioni o a precedenti analoghi in altri grandi eventi internazionali.

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