Bologna – Ancora tensione tra i corridoi di una scuola media della periferia ovest di Bologna. Un 13enne di origini straniere ha estratto un coltellino artigianale durante una lite con i compagni, minacciandoli. L’intervento tempestivo dei docenti, che hanno subito allertato i Carabinieri della stazione di Borgo Panigale, ha evitato il peggio: il coltello è stato sequestrato e il giovane disarmato.
Il ragazzo è stato denunciato per porto di armi bianche, ma, essendo minorenne e non avendo ancora compiuto 14 anni, non è imputabile secondo la legge italiana.
L’episodio segue di poche settimane un altro caso che aveva già acceso l’allarme nelle scuole bolognesi: a Budrio, nello zaino di un quindicenne dell’istituto Giordano Bruno era stato rinvenuto un machete. Anche in quel caso i Carabinieri erano intervenuti tempestivamente, sequestrando l’arma e accompagnando il giovane in caserma.
La cronaca recente porta a riflettere sulla crescente diffusione di armi bianche tra gli adolescenti e sulla necessità di strategie di prevenzione più incisive all’interno degli istituti scolastici. Tra l’altro, la vicenda ricorda drammaticamente la morte di Abanoub Youssef a La Spezia, sottolineando come la gestione dei conflitti tra minori possa rapidamente degenerare se non si interviene con tempestività.
Le scuole bolognesi, dopo questi episodi, hanno intensificato i controlli e avviato iniziative di sensibilizzazione rivolte sia agli studenti sia alle famiglie, con l’obiettivo di prevenire ulteriori situazioni di rischio e tutelare l’incolumità dei ragazzi.
