La pace non è un equilibrio diplomatico né una tregua armata. È, prima di tutto, un dono. E come ogni dono, va custodito. Papa Leone lo ribadisce con parole nette ricevendo in udienza i partecipanti al convegno One Humanity, One Planet, tracciando una linea di confine chiara tra ciò che costruisce la pace e ciò che, invece, la erode dall’interno.
«Non ci sarà pace – afferma il Pontefice – senza porre fine alla guerra che l’umanità fa a se stessa quando scarta chi è debole, quando esclude chi è povero, quando resta indifferente davanti al profugo e all’oppresso». Una riflessione ampia, che intreccia temi sociali, etici e spirituali, fino ad arrivare al punto più controverso: l’aborto, indicato come “il più grande distruttore della pace”.
A sostegno delle sue parole, Papa Leone richiama una delle figure più emblematiche del Novecento: Madre Teresa di Calcutta, santa degli ultimi e premio Nobel per la Pace. «Solo chi ha cura dei più piccoli può fare cose davvero grandi», ricorda il Pontefice, citando la religiosa che definì l’aborto come la più radicale negazione della pace. Una “voce profetica”, la sua, che continua a interrogare il presente.
Il Papa lega così il tema della pace a una visione integrale della vita umana: «Nessuna politica può porsi al servizio dei popoli – sottolinea – se esclude dalla vita coloro che stanno per venire al mondo, se non soccorre chi è nell’indigenza materiale e spirituale». Non solo una condanna morale, dunque, ma una critica esplicita a modelli politici e culturali che, secondo il Pontefice, selezionano chi è degno di vivere e chi no.
(Ed è qui che il messaggio papale si fa più divisivo. Per molti osservatori, il richiamo a categorie morali assolute e a una visione non negoziabile della vita appare come un ritorno a un’impostazione premoderna, distante dalle conquiste civili e dai diritti individuali maturati nelle società contemporanee.)
La chiusura del discorso è coerente con l’impianto complessivo: senza la tutela dei più fragili – dai nascituri ai poveri, dai migranti agli oppressi – ogni progetto di pace è destinato a rimanere vuoto. Ma il dibattito resta aperto. Perché se la pace, come dice Papa Leone, è un dono, il modo di custodirla continua a dividere profondamente il mondo moderno.
E per molti critici, il rischio è evidente: con Papa Leone, più che un passo avanti nel dialogo con la contemporaneità, sembra di assistere a un ritorno al Medioevo.
