La vigilanza bancaria della Banca centrale europea alza il livello di guardia e punta i riflettori su due fronti destinati a pesare sempre di più sulla stabilità del sistema finanziario: l’instabilità geopolitica e il rischio di paralisi operativa legato ad attacchi cyber o a malfunzionamenti tecnologici. Sono questi i cardini delle nuove priorità di supervisione delineate per il periodo 2026-2028.
A tracciarne il quadro è un contributo firmato da Sharon Donnery, componente del Consiglio di vigilanza della Bce, e da Mario Quagliariello, responsabile della strategia e dei rischi della supervisione bancaria. Il punto di partenza è chiaro: il settore bancario europeo si muove in un contesto esterno complesso, segnato da tensioni internazionali, trasformazioni tecnologiche rapide e crescenti minacce alla continuità operativa.
In questo scenario, sottolineano gli autori, solidi livelli di capitale e liquidità, insieme a una redditività sostenibile, diventano condizioni imprescindibili per consentire alle banche di assorbire gli shock e restare resilienti. Non si tratta solo di rispettare i requisiti regolamentari, ma di dimostrare una reale capacità di tenuta di fronte a eventi estremi.
Proprio in quest’ottica, nel 2026 la Bce lancerà uno stress test “inverso” dedicato ai rischi geopolitici. A differenza delle prove tradizionali, saranno le stesse banche a dover individuare e costruire lo scenario avverso più critico per il proprio modello di business, immaginando eventi tali da mettere a repentaglio la loro sostenibilità. I risultati dell’esercizio, attesi per l’estate, serviranno alla vigilanza per valutare il grado di preparazione degli istituti e la credibilità delle loro strategie di mitigazione.
Parallelamente, la Bce intensificherà l’attenzione sulla resilienza operativa, considerata un punto nevralgico in un’epoca di crescente digitalizzazione. Attacchi informatici, blackout tecnologici o guasti ai sistemi critici possono avere effetti immediati e sistemici, bloccando l’operatività delle banche e minando la fiducia dei mercati e dei clienti.
Non manca, infine, un focus sull’uso dell’Intelligenza artificiale. La vigilanza esaminerà come gli istituti integrano queste tecnologie nei processi decisionali e operativi, valutandone i benefici ma anche i potenziali impatti sui profili di rischio. L’obiettivo è evitare che l’innovazione, se non governata, diventi un nuovo fattore di vulnerabilità.
Il messaggio della Bce è netto: in un mondo sempre più instabile e interconnesso, la solidità bancaria passa dalla capacità di anticipare i rischi, gestire le crisi e adattarsi al cambiamento senza compromettere la sicurezza del sistema.
