La campanella suona puntuale alle 8.10, ma il silenzio che avvolge l’istituto professionale Einaudi-Chiodo di La Spezia racconta più di qualsiasi assenza. A pochi giorni dall’uccisione di Abanoubi Youssef, per tutti “Aba”, gli studenti faticano a varcare di nuovo quella soglia diventata teatro di una tragedia che ha spezzato una giovane vita e segnato profondamente l’intera comunità scolastica.
Venerdì scorso Abanoubi, 17 anni, è stato colpito mortalmente con un coltello da un compagno di scuola, Zouhair Atif, al termine di un confronto nato – secondo gli inquirenti – per una questione sentimentale. Trasportato d’urgenza in ospedale, il ragazzo è morto poche ore dopo. Un evento che ha lasciato i compagni attoniti, incapaci, almeno per ora, di riprendere la normalità.
All’apertura dei cancelli, molti studenti sono rimasti all’esterno dell’edificio. Hanno steso uno striscione in memoria di Abanoubi, un gesto semplice e carico di significato, poi si sono allontanati. Il dolore è ancora troppo vivo, la ferita troppo recente per tornare tra i banchi come se nulla fosse.
Consapevole dello stato d’animo dei ragazzi, il Consiglio d’istituto ha adottato lunedì una delibera straordinaria: le assenze nei giorni 20, 21, 22 e 23 gennaio non verranno conteggiate per gli studenti che non si sentono pronti a rientrare in classe. Una scelta pensata per tutelare i giovani e concedere loro il tempo necessario a elaborare il lutto.
«L’Istituto accoglierà tutti gli studenti e inizierà un percorso di elaborazione del tragico evento che ha colpito la nostra comunità», ha assicurato la dirigente scolastica Gessica Caniparoli in un messaggio rivolto a famiglie e alunni. «Saranno giorni di dolore condiviso, con il supporto psicologico già attivato, e di impegno concreto per stare vicini alla famiglia di Abanoubi». La preside ha inoltre voluto rassicurare i genitori sulla sicurezza: «Grazie al costante supporto del ministro Valditara e delle istituzioni competenti, le misure adottate garantiranno la tutela dei ragazzi. Chiedo agli studenti di dare forza anche ai loro professori e a tutto il personale scolastico, scossi quanto voi. Abbiamo bisogno gli uni degli altri».
Sul piano giudiziario, intanto, l’inchiesta prosegue. Mercoledì 21 gennaio è prevista l’autopsia sul corpo di Abanoubi Youssef all’Istituto di medicina legale del Policlinico San Martino di Genova. I funerali si terranno il giorno successivo, il 22 gennaio, proclamato lutto cittadino.
Il giudice per le indagini preliminari ha nelle ultime ore confermato la custodia cautelare in carcere per Zouhair Atif. Nell’ordinanza si parla di un «forte sentimento di gelosia e possessività» dell’indagato nei confronti della ragazza contesa, tale da spingerlo – secondo il gip – a voler affermare la propria supremazia e a intimidire chi considerava un rivale, con un’escalation culminata in un gesto irreversibile.
Mentre la giustizia fa il suo corso, La Spezia si stringe attorno alla famiglia di Abanoubi e ai suoi compagni. Le aule vuote, gli striscioni, il silenzio interrotto solo dal suono della campanella sono il segno tangibile di una ferita che richiederà tempo, ascolto e cura per rimarginarsi.
