13 Febbraio 2026, venerdì
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Blitz contro i rifiuti tessili: maxi sequestro nella Terra dei Fuochi

Smantellata una filiera clandestina di smaltimento scarti industriali: coinvolti sei opifici, chilometri di tessile abbandonato e una task force di Carabinieri coordinati dalla Procura di Napoli Nord

Sequestro lampo contro l’illecito smaltimento di rifiuti tessili: la ricostruzione

Un’operazione congiunta, rapida e meticolosa ha messo all’angolo una rete dedita allo smaltimento illegale di rifiuti tessili. Su disposizione d’urgenza della Procura di Napoli Nord, è stato eseguito un sequestro preventivo a carico di più soggetti sospettati di aver trasformato scarti industriali in una montagna di rifiuti abbandonati: il tutto attraverso un sistema rodato che andava dalla raccolta allo stoccaggio, fino alla creazione di una discarica non autorizzata.

Le indagini: una squadra specializzata sulle tracce dei responsabili

Dietro le quinte di questo sequestro, un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura e portata avanti dai militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Napoli insieme alla Stazione di Caivano. Decisivo il supporto, durante l’esecuzione dei provvedimenti, dei colleghi della Compagnia di Caivano, del NIPAAF di Caserta e del Nucleo CC. Ispettorato del Lavoro di Napoli e Caserta. Un puzzle investigativo risolto grazie a osservazione, pedinamenti e tecnologie di punta come droni e localizzatori satellitari.

Il sistema illecito: la “catena fantasma” dello smaltimento

Le indagini hanno permesso di smascherare un meccanismo ben oliato: scarti tessili prodotti da attività industriali venivano raccolti e trasportati in modo abusivo per essere infine abbandonati, accumulandosi progressivamente in una vera e propria discarica a cielo aperto. Il tutto, senza alcuna autorizzazione e nel totale disprezzo delle norme ambientali.

Individuazione degli opifici: la filiera nascosta viene alla luce

Seguendo il filo della filiera a ritroso, la Polizia Giudiziaria è riuscita a risalire ai produttori degli scarti: sei opifici tessili localizzati nei comuni di Sant’Arpino, Grumo Nevano e Frattaminore. Gli imprenditori coinvolti, anziché affidarsi a operatori regolarmente autorizzati, si rivolgevano a un cittadino italiano del tutto privo di titolo per la gestione dei rifiuti, che si occupava di raccogliere e trasportare gli scarti dai laboratori tessili.

La catena dell’illecito: raccolta, trasbordo, abbandono

Il viaggio degli scarti seguiva un copione collaudato: dapprima trasportati illegalmente verso un seminterrato a Grumo Nevano – usato come punto di raccolta intermedio – dove due cittadini di nazionalità romena prendevano in carico i rifiuti, li trasferivano su un secondo veicolo, e li portavano infine al luogo dell’abbandono definitivo.

Luoghi e numeri: una discarica “autoprodotta” a Caivano

Tra i siti di sversamento, la Strada Vicinale dei Regi Lagni di Caivano si è distinta per la drammaticità della situazione: almeno sette conferimenti hanno portato all’accumulo di circa 200 sacchi di nylon colmi di scarti tessili. Una montagna di rifiuti che, per volume e frequenza degli abbandoni, ha devastato l’area trasformandola in una discarica abusiva.

Sequestri e accertamenti: mezzi, locali e controlli sulla sicurezza

Il decreto di sequestro ha colpito al cuore la filiera illecita: bloccati due veicoli utilizzati per il trasporto, il seminterrato adibito a deposito e trasbordo, e le sedi operative dei sei opifici tessili individuati come produttori dei rifiuti. Contestualmente, sono stati avviati approfonditi accertamenti per verificare il rispetto delle normative su sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, segnalando particolare attenzione anche al benessere degli addetti coinvolti.

Procedura giudiziaria: i prossimi passi e le garanzie per gli indagati

Dopo il sequestro d’urgenza, la Procura richiederà la convalida e l’emissione di un decreto di sequestro al GIP del Tribunale di Napoli Nord. Si tratta di una misura cautelare, contro la quale sono previsti strumenti di impugnazione: tutti i destinatari restano comunque sottoposti a indagine e, come prevede la legge, sono da considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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