Il governo cubano ha reagito con fermezza alle recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che aveva lanciato pesanti accuse contro l’isola. A rispondere a nome di Cuba è stato il ministro degli Esteri, Bruno Rodríguez, che ha duramente criticato l’amministrazione Trump, definendo gli Stati Uniti un “Paese criminale fuori controllo”. La replica arriva dopo che Trump aveva accusato Cuba di supportare attivamente forze destabilizzanti e minacciato nuove azioni punitive.
Rodríguez ha fermamente sottolineato che Cuba non ha mai ricevuto, né tantomeno offerto, “compensi monetari o materiali per i servizi di sicurezza” a favore di altri Stati. Il ministro ha inoltre difeso la politica estera cubana, contrapposta a quella degli Stati Uniti, rimarcando che l’isola non si dedica a “attività mercenarie, ricatti o coercizioni militari contro altri Paesi”, al contrario di quanto accade con Washington. “Cuba non è mai stata coinvolta in azioni che possano minacciare la stabilità globale”, ha affermato Rodríguez.
Nel post ufficiale, il ministro ha concluso con un attacco deciso alla Casa Bianca: “La legge e la giustizia sono dalla parte di Cuba, mentre gli Stati Uniti agiscono come un egemone criminale, incontrollato, minacciando la pace e la sicurezza non solo a Cuba e nell’emisfero, ma in tutto il mondo.”
La dura risposta cubana non ha solo ribadito il contrasto con la politica estera statunitense, ma ha anche sollevato l’ennesima riflessione sulla posizione degli USA come potenza globale, accusata da Cuba di agire in modo arrogante e destabilizzante, con gravi ripercussioni per la sicurezza internazionale.
