La tragedia è stata a un passo dal compiersi, fermata solo dal coraggio e dalla lucidità di un ragazzo di quindici anni. È accaduto la sera del 1° gennaio a Cavarzere, in provincia di Venezia, dove un uomo di 43 anni è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio dopo aver tentato di incendiare la moglie al termine di una violenta lite domestica.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l’uomo – di nazionalità albanese – ha prima aggredito la donna con spintoni e minacce di morte, quindi ha versato benzina sul suo corpo e sul pavimento della cucina, manifestando chiaramente l’intenzione di appiccare il fuoco. In quei momenti concitati, mentre la situazione precipitava, è intervenuto il figlio minorenne della coppia: approfittando di un attimo di distrazione del padre, il ragazzo è riuscito a sottrargli l’accendino e a nasconderlo, guadagnando tempo prezioso.
È stato quel gesto, tanto semplice quanto decisivo, a evitare l’irreparabile. Nel frattempo la donna è riuscita a chiamare i Carabinieri, che sono intervenuti rapidamente e hanno bloccato l’uomo prima che potesse portare a termine il suo proposito. Il 43enne è stato arrestato e trasferito nel carcere di Venezia.
L’episodio, secondo quanto emerso, non sarebbe stato isolato. La coppia era sposata da circa vent’anni e la donna non aveva mai sporto denuncia in passato, nonostante una situazione familiare segnata da tensioni e comportamenti violenti.
Un fatto che si inserisce in un quadro nazionale allarmante. Nel 2024 le donne uccise in Italia sono state 116, di cui 106 riconducibili a femminicidi: una media di due vittime a settimana, il dato più alto dell’ultimo quinquennio. In oltre la metà dei casi – 55 – l’assassino era il marito, il compagno o il partner. Numeri che raccontano una violenza spesso consumata tra le mura domestiche e che rendono ancora più drammatico il racconto di Cavarzere, dove il coraggio di un figlio ha spezzato, per un attimo, una statistica che continua a crescere.
