16 Agosto 2026, domenica
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Campobasso: tragedia familiare, madre e figlia morte per intossicazione. Cinque indagati

L’inchiesta si concentra su un’eventuale intossicazione alimentare. Tra le ipotesi di reato, l'omicidio colposo plurimo. Sequestrati alimenti e scarti: l’ipotesi dei funghi sospetti.

Campobasso – Una tragedia familiare ha scosso la comunità di Pietracatella, un piccolo paese in provincia di Campobasso. Antonella Di Ielsi, 50 anni, e la figlia Sara Di Vita, 15 anni, sono morte tra sabato sera e domenica mattina all’ospedale Cardarelli di Campobasso, probabilmente a causa di una grave intossicazione alimentare.

Le due donne sono giunte al pronto soccorso con sintomi di intossicazione che si sono rapidamente aggravati, portandole al decesso nelle prime ore di domenica. Le autorità hanno immediatamente avviato un’inchiesta, per chiarire le cause esatte della tragedia. Secondo fonti vicine alla Procura, sono cinque le persone indagate nell’ambito dell’indagine, che include, tra le altre, l’ipotesi di omicidio colposo plurimo. Tra gli iscritti nel registro degli indagati figurano medici e personale sanitario che erano in servizio nei giorni in cui la famiglia si era presentata in ospedale per i primi soccorsi.

Alimenti sequestrati e indagini in corso
L’indagine ha preso una piega inquietante, con il sequestro di numerosi alimenti nell’abitazione della famiglia Di Vita, dove la tragedia ha avuto inizio. Durante la giornata di domenica, gli agenti della Squadra Mobile di Campobasso hanno confiscato barattoli, conserve, prodotti alimentari e anche rifiuti, inclusi gusci di vongole e scarti alimentari, che potrebbero essere collegati alla causa dell’intossicazione. Un elemento che fa pensare a una contaminazione alimentare, possibilmente legata a funghi o altre materie sospette, consumati durante il pranzo di Natale. Gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi e stanno lavorando su tutte le piste, aspettando i risultati delle analisi tossicologiche sugli alimenti sequestrati.

Il quadro sanitario e l’evoluzione dell’indagine
Oltre a cercare di individuare la causa dell’intossicazione, l’inchiesta si concentra anche sullo svolgimento degli eventi sanitari: dai primi accessi al pronto soccorso ai giorni precedenti il decesso, con una serie di cartelle cliniche e referti ospedalieri già acquisiti. L’obiettivo degli investigatori è ricostruire la sequenza di fatti che ha portato alla morte delle due donne e verificare se siano stati commessi errori nei trattamenti medici, in un contesto che resta ancora da chiarire.

Le condizioni degli altri familiari
Nel frattempo, il padre delle due vittime, Gianni Di Vita, che aveva anch’esso accusato sintomi di intossicazione, è stato trasferito all’Istituto Spallanzani di Roma. Le sue condizioni sono stabili, ma l’uomo resta sotto osservazione e sarà sottoposto a ulteriori accertamenti specialistici. La figlia maggiore, 19 anni, non ha manifestato alcun sintomo, e si ritiene che non abbia consumato la cena di Natale nella stessa abitazione.

Le indagini sono in corso e gli inquirenti non escludono sviluppi, mentre la comunità è sconvolta dalla morte di Antonella e Sara Di Vita, due vittime di una tragedia che, se confermata, aprirebbe scenari inquietanti in merito alla sicurezza alimentare.

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