4 Ottobre 2026, domenica
HomeItaliaPoliticaAskatasuna, Appendino: “Sgombero dovuto dopo le violenze. La destra prova a rifarsi...

Askatasuna, Appendino: “Sgombero dovuto dopo le violenze. La destra prova a rifarsi verginità”

La deputata M5S interviene sul caso torinese: “Legalità senza doppi standard. Chi governa da tre anni smetta la propaganda e lavori sulla sicurezza”

Lo sgombero di Askatasuna era inevitabile dopo le violenze degli ultimi mesi. Su questo Chiara Appendino non fa sconti. Ma, avverte la deputata del Movimento 5 Stelle, il tema non può essere piegato a una narrazione ideologica né tantomeno a operazioni di facciata. Perché dietro l’enfasi con cui la destra rivendica l’intervento, secondo Appendino, si nasconde il tentativo di “rifarsi una verginità” sul terreno della sicurezza, un ambito in cui l’esecutivo avrebbe fallito e tradito le promesse fatte agli elettori.

“La legalità è da sempre un pilastro del M5S e dove ci sono violenze o attività illecite è giusto intervenire”, sottolinea l’ex sindaca di Torino. Tuttavia, ciò che si ripete oggi attorno allo sgombero del centro sociale torinese “ha il sapore di una prova di forza”, inserita in un copione che rimbalza da un’ideologia all’altra. A pesare, per Appendino, è soprattutto l’incoerenza: lo sgombero viene oggi celebrato come una vittoria, ma se fosse stato davvero prioritario, osserva, il governo avrebbe potuto procedere nei tre anni in cui è stato al potere.

Da qui l’accusa di doppi standard. Mentre Askatasuna finisce nel mirino, da decenni – sostiene la deputata pentastellata – si tollerano situazioni di illegalità legate a realtà dell’estrema destra come CasaPound. “Non è equilibrio, è connivenza”, afferma senza mezzi termini. Un tema che Appendino collega anche a un’iniziativa parlamentare appena depositata: un’interrogazione sugli appalti di Palazzo Chigi assegnati a società riconducibili a Martin Avaro, ex militante dell’estrema destra, già leader di Forza Nuova e coinvolto in diverse inchieste per azioni violente.

Nel mirino, però, non c’è solo la destra. Appendino chiama in causa anche una parte della sinistra, colpevole – a suo dire – di chiudere gli occhi davanti alle violenze per il timore di apparire “securitaria”. “La politica seria sa distinguere”, rivendica, richiamando la propria esperienza da sindaca: sgomberi decisi e dolorosi in luoghi dove si fabbricavano ordigni e si annidava la violenza, ma anche accordi e percorsi di riconoscimento per spazi con un reale valore sociale e di aggregazione.

Il punto, insiste l’ex prima cittadina, è che la sicurezza non può essere ridotta a slogan o a propaganda. È un diritto fondamentale che richiede lavoro concreto, strumenti adeguati e scelte coerenti. Da qui l’appello finale al governo: meno annunci e più fatti, a partire dall’approvazione delle proposte del M5S, come i patti per la sicurezza integrata. “Nascondere il fallimento a colpi di propaganda non rende le città più sicure”, avverte Appendino.

Le dichiarazioni sono state affidate a un post pubblicato dalla deputata del Movimento 5 Stelle sui suoi canali social.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti