6 Ottobre 2026, martedì
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Meloni: “Se l’Europa vuole essere grande deve difendersi da sola”

In un’intervista televisiva a tutto campo, il premier parla di sicurezza europea, guerra in Ucraina, piano Trump per Gaza, riforma del premierato e referendum sulla giustizia, ribadendo la centralità degli interessi italiani e la stabilità del governo.

“Se l’Europa vuole essere grande deve essere capace di difendersi da sola”. È il messaggio chiave lanciato dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di una lunga intervista al Tg La7, nella quale il premier ha affrontato con chiarezza e determinazione i principali temi di politica estera e interna, offrendo un quadro completo delle priorità del governo.

Meloni ha aperto il dibattito con la questione della sicurezza europea. “Quando appalti la sicurezza a qualcun altro, devi sapere che c’è un prezzo da pagare – ha spiegato –. Quello che è accaduto al vertice della Nato conferma questa realtà, non mi ha stupito. Sappiamo che si tratta di un processo inevitabile ed è un’opportunità per noi. La difesa ha un costo economico, ma produce una libertà politica fondamentale”.

Ucraina e politica estera
Sul fronte internazionale, la premier ha ribadito la posizione dell’Italia nei confronti della guerra in Ucraina. “La linea del governo è chiara: abbiamo sostenuto l’Ucraina per costruire la pace – ha sottolineato –. Non si costruisce la pace solo con le buone intenzioni, ma con la deterrenza. Se non avessimo sostenuto l’Ucraina, oggi avremmo una nazione invasa e ne avremmo pagato il prezzo. Grazie al sostegno fornito, si sono create le condizioni per embrioni negoziali. La linea del governo deve rimanere coerente perché vogliamo costruire la pace”.

Meloni ha inoltre escluso ogni distinzione tra filorussi e filoucraini, rilanciando un approccio centrato sugli interessi nazionali: “I fili ce li hanno i burattini. Noi siamo tutti filoitaliani. La domanda è: come si difende meglio l’interesse degli italiani? Tutto ciò che accade in Ucraina ci riguarda direttamente, e fare scelte diverse avrebbe avuto un prezzo alto per il nostro Paese”.

Piano Trump e Palestina
Sul piano internazionale per Gaza proposto dall’ex presidente americano Donald Trump, Meloni si è detta pronta a sostenerne l’implementazione, pur riconoscendo la complessità della situazione: “Rimango fedele alla linea indicata dal Parlamento – ha spiegato –: il riconoscimento dello Stato palestinese avverrà quando si realizzeranno due condizioni fondamentali, il disarmo di Hamas e la certezza che non abbia un ruolo nella governance di Gaza. Gli sforzi italiani sono rivolti a implementare il piano Trump, che è complesso ma rappresenta un’opportunità unica”.

Riforma del premierato
Passando alla politica interna, Meloni ha affrontato il tema della riforma del premierato, ribadendo la volontà di portarla eventualmente al referendum entro la fine della legislatura: “Fosse per me, volentieri lo farei subito – ha affermato –. Ma dipende dai tempi tecnici del Parlamento. Non si tratta di rilanciare o mettere nel cassetto la riforma. È una norma necessaria per ridare potere ai cittadini, toglierlo dal palazzo e garantire stabilità ai governi”.

Referendum sulla giustizia e stabilità del governo
Sulla questione del referendum sulla giustizia, il premier ha escluso dimissioni in caso di vittoria del No: “Tranquilli, il governo rimane in carica fino alla fine della legislatura, comunque vada il referendum. Invito tutti a votare valutando il merito delle norme: la giustizia può e deve migliorare”.

Confronto con l’opposizione
Infine, sulla possibilità di confrontarsi con i leader dell’opposizione, Meloni ha spiegato: “Ho già dato la mia disponibilità a confrontarmi quando mi diranno chi è il leader dell’opposizione. Con Elly Schlein, come dice lei, ci incontriamo in Parlamento cento volte. Non mi infilo nelle dinamiche interne dell’opposizione, ma quando ci sarà chiarezza ci confronteremo”.

Con questa intervista, Giorgia Meloni ha disegnato la sua visione della politica estera e interna italiana, ribadendo la centralità degli interessi nazionali, la necessità di una difesa europea autonoma e la volontà di garantire stabilità e continuità al governo fino al termine della legislatura.

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