Davanti alla Prefettura di Genova il clima è improvvisamente precipitato, trasformando una protesta annunciata in un fronte di tensione difficile da contenere. Quando il corteo degli operai dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano è giunto all’ingresso del palazzo del governo, la strada era già sbarrata dagli alari e dai reparti della polizia pronti a contenere l’avanzata dei manifestanti.
A quel punto la situazione è degenerata in pochi istanti. Alcuni operai hanno iniziato a colpire con forza le griglie metalliche utilizzando i caschi da lavoro, un gesto dal forte valore simbolico per esprimere esasperazione e frustrazione dopo mesi di incertezza sul futuro produttivo e occupazionale del sito. Contemporaneamente, dal fronte della manifestazione sono partiti fumogeni, petardi e uova lanciati verso gli agenti schierati in difesa delle barriere.
La risposta delle forze dell’ordine è stata immediata: un fitto lancio di lacrimogeni ha saturato l’area, costringendo i manifestanti a disperdersi e creando momenti di forte concitazione lungo la strada che conduce alla Prefettura. La piazza, già affollata e carica di tensione, si è velocemente trasformata in un teatro di scontro, con colonne di fumo che si levavano tra i palazzi del centro cittadino.
A rendere ancora più scenografico e drammatico il contesto è stata la presenza, accanto agli operai, di una pala meccanica e di altri mezzi da lavoro portati simbolicamente in corteo. Macchinari che, nel quotidiano, rappresentano l’operatività dello stabilimento e che in questo caso hanno assunto la funzione di testimonianza diretta della crisi che investe Cornigliano.
La protesta, nata per chiedere certezze sul destino dell’ex Ilva e sulla salvaguardia dell’occupazione, si è così trasformata in una manifestazione di rabbia collettiva, specchio di una comunità operaia che da tempo si sente lasciata sola in una vertenza infinita. Le parti attendono ora di capire se l’episodio possa agevolare un confronto più deciso tra istituzioni, azienda e lavoratori, oppure se segnali un ulteriore irrigidimento in una partita già estremamente delicata.
