8 Luglio 2026, mercoledì
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Zelensky rilancia i contatti con Washington mentre l’Ue chiude il capitolo del gas russo

Saltato l’incontro a Bruxelles con gli emissari statunitensi Witkoff e Kushner. Il presidente ucraino prepara nuovi colloqui negli Stati Uniti. Von der Leyen celebra l’accordo europeo sullo stop progressivo alle importazioni energetiche da Mosca. Meloni: “Aiuti militari prorogati entro fine anno”.

La guerra in Ucraina ha raggiunto il giorno 1.379 e continua a scandire una diplomazia in movimento, complessa e spesso opaca nei suoi retroscena. L’ultimo episodio si è consumato a Bruxelles, dove avrebbe dovuto tenersi un incontro fra Volodymyr Zelensky e gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Il faccia a faccia, tuttavia, non è mai avvenuto. A comunicarlo è stato lo stesso presidente ucraino, spiegando che i due emissari “sono rientrati a Washington” e che “si sta lavorando per organizzare nuovi colloqui direttamente nella capitale americana”.

Resta ignoto il motivo dell’improvvisa cancellazione. Da Mosca, il Cremlino sostiene che Witkoff e Kushner avessero “promesso” a Vladimir Putin di recarsi subito a Washington dopo i colloqui avuti nei giorni scorsi con il leader russo. Una versione che aggiunge ulteriori sfumature diplomatiche a una vicenda già densa di interpretazioni, ma che non trova conferme ufficiali.

Al di là delle manovre riservate, l’agenda internazionale resta segnata dalle decisioni europee sull’energia, uno dei nervi scoperti del conflitto. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito “una giornata storica” l’intesa raggiunta tra Consiglio Ue e Parlamento europeo sulla graduale eliminazione delle importazioni di gas naturale dalla Russia. Una misura attesa da tempo e destinata a incidere profondamente sulla strategia energetica del continente, nell’ottica di ridurre la dipendenza da Mosca e rafforzare la sicurezza comune.

Sul fronte italiano, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato che entro la fine dell’anno verrà varato un decreto per prorogare gli aiuti militari a Kiev. Una scelta che il governo considera coerente con la posizione assunta fin dall’inizio dell’invasione russa. “Lavoriamo per la pace”, ha affermato Meloni, “ma finché ci sarà una guerra faremo ciò che è nelle nostre possibilità per aiutare l’Ucraina a difendersi”.

Tra diplomazia interrotta, nuovi appuntamenti in preparazione e decisioni strategiche prese a livello europeo, la guerra resta il terreno su cui si intrecciano pressioni, alleanze e attese. Ogni mossa, ogni rinvio e ogni accordo riflettono un conflitto che, pur lontano dall’essere risolto, continua a ridisegnare gli equilibri politici ed energetici del continente.

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