La maturità non è soltanto un passaggio burocratico, ma un atto di responsabilità. Giuseppe Valditara lo ribadisce con toni netti durante l’inaugurazione del Polo Infanzia Sempione a Cinisello Balsamo, nel Milanese. Un contesto dedicato ai più piccoli che diventa però l’occasione per scandire con chiarezza il perimetro della prossima sessione d’esame.
«Chi dovesse cercare di aggirare la prova orale dovrà ripetere l’anno» afferma il ministro dell’Istruzione e del Merito, ricordando che l’interrogazione finale resta il fulcro dell’intero percorso formativo. «La maturità è un esame di responsabilità, non soltanto di competenze e conoscenze» aggiunge, delineando una cornice che punta a riaffermare il valore dell’impegno individuale.
Valditara anticipa anche una piccola ma significativa modifica: l’abolizione del documento consegnato agli studenti all’avvio della prova orale, elemento che negli anni aveva suscitato più di una perplessità tra candidati e docenti. «Sarà un esame più serio per certi aspetti» osserva, spiegando che la scelta delle materie caratterizzanti la prova orale per ogni indirizzo arriverà a fine gennaio, garantendo tempi certi e maggiore trasparenza.
Accanto ai temi d’esame, il ministro rivendica gli investimenti destinati all’edilizia scolastica in Lombardia e, più in generale, alle infrastrutture educative per la prima infanzia. «In Regione Lombardia abbiamo investito quasi un miliardo e mezzo di euro e in questa scuola 1,3 milioni» ricorda, inserendo l’intervento all’interno di una strategia nazionale più ampia. Secondo Valditara, l’Italia ha già superato l’obiettivo europeo previsto per il 2026 relativo ai 150 mila nuovi posti nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, grazie anche a 900 milioni di euro aggiunti alle risorse del Pnrr.
Gli standard indicati dall’Unione europea fissano traguardi ambiziosi: copertura del 45 per cento dei posti nei nidi da zero a tre anni e del 96 per cento nelle scuole dell’infanzia dai tre ai sei anni entro il 2030. Un percorso ancora lungo, ma che — nelle parole del ministro — avrebbe già compiuto passi significativi.
Il messaggio centrale, però, resta quello rivolto agli studenti chiamati a sostenere la maturità: serietà, responsabilità e un esame che, al di là delle formule, torna a presentarsi come il primo vero banco di prova della vita adulta.
