29 Agosto 2026, sabato
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Fiorentina e Juventus non si fanno male: al Franchi finisce 1 a 1

Kostic illude i bianconeri nel recupero del primo tempo, Mandragora rimette tutto in equilibrio a inizio ripresa. Un punto che non muove realmente la classifica né per la squadra di Spalletti né per i viola, ancora senza vittorie.

La sfida del Franchi, anticipo della dodicesima giornata di Serie A, si chiude in parità. Un 1 a 1 che racconta di una partita intensa, nervosa, ricca di episodi e occasioni, ma che alla fine lascia entrambe le squadre esattamente dove erano. La Juventus, guidata da Spalletti, non riesce a dare continuità alle proprie ambizioni e resta ferma al sesto posto con venti punti, due lunghezze dietro Napoli e Milan. La Fiorentina, ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato, condivide l’ultimo gradino della classifica con il Verona.

La serata si accende presto. Dopo un avvio guardingo da parte di entrambe le squadre, al quarto d’ora arriva il primo episodio destinato a far discutere: Doveri assegna un rigore alla Juventus per una trattenuta di Pablo Marì su Vlahovic. Il Var corregge la decisione, rivede l’azione, valuta che sia proprio il serbo a strattonare l’avversario e l’arbitro torna sui suoi passi. Un dietrofront che innervosisce il match e la tifoseria, con Doveri costretto persino a interrompere la partita per cori discriminatori diretti al numero nove bianconero.

La Fiorentina prende coraggio e sfiora il vantaggio con Kean, che costruisce un’azione personale di grande forza e colpisce la traversa a Di Gregorio battuto. La Juve risponde poco dopo con un’occasione clamorosa: Vlahovic salta Pablo Marì, scappa verso De Gea, lo supera, ma all’ultimo istante viene rimontato dal provvidenziale intervento di Pongracic, che salva sulla linea una rete praticamente fatta.

Nel sesto minuto di recupero arriva il gol che spezza l’equilibrio. Kostic raccoglie un pallone al limite, trova il tempo per coordinarsi e lascia partire un sinistro potente, angolato, che sorprende un De Gea lento nella risposta. La Juventus va al riposo con il vantaggio e la sensazione di poter controllare il resto della sfida.

Vanoli cambia subito l’inerzia a inizio ripresa sostituendo Dodo con Fortini. La scelta paga quasi immediatamente: dopo appena tre minuti Mandragora riceve palla a oltre venti metri dalla porta, carica il sinistro e scaglia un tiro perfetto che si infila sotto l’incrocio. Un gesto tecnico che rimette in corsa la Fiorentina e infiamma il Franchi.

La Viola si spinge in avanti, sfiora il raddoppio ancora con Kean, bravo a incunearsi e a trovare l’angolo basso, ma Di Gregorio si tuffa e devia in corner. Sugli sviluppi del calcio d’angolo nasce una mischia che crea più di un brivido nella difesa juventina, costretta a liberare in affanno.

Con il passare dei minuti i cambi spezzano il ritmo, la partita si sporca, le squadre si allungano. Serve un episodio per rianimare il finale e arriva all’ottantesimo: McKennie stacca da pochi passi e indirizza la palla sotto la traversa, ma De Gea vola e salva la Fiorentina con un intervento spettacolare. È l’ultima grande occasione del match. Spalletti prova a sparigliare nel finale inserendo Conceicao, Openda e David, ma la Juventus non trova più spazi e il risultato non cambia.

L’1 a 1 fotografa una partita che avrebbe potuto prendere strade diverse, ricca di fiammate e di interventi decisivi, ma che alla fine lascia sul campo soprattutto rammarico. Per la Juventus, che non riesce ad accelerare la propria corsa in classifica. Per la Fiorentina, che continua a rincorrere una vittoria che tarda ad arrivare. In una serata intensa, al Franchi vince solo l’equilibrio.

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