3 Luglio 2026, venerdì
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Schiacciato da un cavalletto da mezzo quintale: muore operaio di 65 anni nella Bergamasca

La vittima è Lino Cesana, di Cremella. L’incidente in un’area di lavoro a Ghisalba: il pesante supporto metallico si è ribaltato dopo la rimozione di una cinghia. Inutili i soccorsi e la corsa all’ospedale Papa Giovanni XXIII

Era un’operazione di routine, una di quelle che si fanno con la sicurezza dell’esperienza e la concentrazione di chi ha passato una vita tra camion, carichi e piazzali industriali. Ma pochi secondi sono bastati a trasformare un gesto quotidiano in una tragedia sul lavoro. Lino Cesana, 65 anni, originario di Cremella, in provincia di Lecco, è morto all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dopo essere rimasto schiacciato da un cavalletto metallico del peso di circa cinquecento chilogrammi. L’incidente è avvenuto a Ghisalba, nel cuore della pianura bergamasca.

Secondo la ricostruzione dell’Ats di Bergamo, l’uomo stava operando accanto a un camion utilizzato per il trasporto di pareti prefabbricate. Sul pianale del mezzo era poggiato il cavalletto, una struttura in metallo progettata per sostenere gli elementi edilizi durante lo spostamento. Cesana, che aveva appena sganciato una delle cinghie di contenimento, si sarebbe trovato all’improvviso sotto il peso del supporto, caduto per ragioni che restano da chiarire.

Il ribaltamento potrebbe essere stato provocato da un improvviso sbilanciamento del carico o da un movimento imprevisto della struttura, ma gli accertamenti sono ancora in corso. Di certo, quando il cavalletto ha ceduto, non ha lasciato scampo al 65enne, travolto da una massa metallica che non gli ha dato il tempo di mettersi in salvo.

A richiamare l’attenzione sono state le sue grida: Cesana è riuscito inizialmente a chiedere aiuto, prima di perdere conoscenza. I colleghi, che si trovavano nelle vicinanze, sono intervenuti nel giro di pochi istanti. Con un muletto hanno sollevato la struttura e liberato l’uomo, nel tentativo disperato di offrirgli una possibilità. Poi la chiamata ai soccorsi e la corsa contro il tempo.

Il 65enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII, il principale presidio sanitario della zona, dove i medici hanno tentato di stabilizzarlo. Le ferite riportate nell’impatto, però, erano troppo gravi: Cesana è morto poco dopo il ricovero.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i tecnici dell’Ats e le forze dell’ordine per ricostruire con precisione la dinamica e verificare il rispetto delle condizioni di sicurezza previste. L’episodio riapre il tema, purtroppo ricorrente, della vulnerabilità dei lavoratori in situazioni in cui anche un singolo errore o un’improvvisa anomalia possono rivelarsi fatali.

La comunità di Cremella e i colleghi che erano con lui al momento dell’incidente sono sotto shock. Lino Cesana era considerato un lavoratore esperto, abituato a operare con mezzi pesanti e sistemi di movimentazione complessi. Proprio questa esperienza rende ancora più drammatica una morte avvenuta in un momento in apparenza controllato, in cui bastano pochi gesti a mettere in moto forze difficili da contrastare.

Ora spetterà agli inquirenti stabilire se l’incidente sia stato il frutto di una tragica fatalità o se qualcosa non abbia funzionato nelle misure di sicurezza. Quel che resta, per chi lo conosceva, è l’immagine di un uomo al lavoro fino all’ultimo, travolto da ciò che fino a pochi istanti prima stava maneggiando con la competenza di sempre.

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