16 Agosto 2026, domenica
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Assalti ai bancomat nel Sud: smantellata la banda delle marmotte esplosive

Quattro arresti e tre denunce: l’indagine dei Carabinieri di Campobasso ricostruisce la rete criminale con base nel Foggiano, specializzata in colpi lampo a istituti di credito in quattro regioni.

All’alba, quando l’aria è ancora sospesa tra silenzio e primi movimenti del giorno, i Carabinieri del Comando Provinciale di Campobasso hanno chiuso il cerchio su un’indagine che da mesi impegnava investigatori e magistratura. Su delega della Procura di Larino, e in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale frentano, sono scattati gli arresti per quattro pregiudicati, mentre altre tre persone sono state denunciate. Tutti fanno parte, secondo gli inquirenti, di un’associazione strutturata e itinerante, specializzata negli assalti agli sportelli bancomat, con una base logistica radicata nel Foggiano e un raggio d’azione che abbracciava diverse regioni del Sud Italia.

L’indagine, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Larino, prende forma nell’aprile del 2024, quando un’esplosione squarcia la quiete di San Martino in Pensilis, in provincia di Campobasso. Il bersaglio è un bancomat, e da quel colpo gli investigatori ricostruiscono progressivamente la fisionomia e il metodo del gruppo. Un mosaico complesso, fatto di spostamenti rapidi, auto rubate, strumenti artigianali e una notevole dimestichezza con gli esplosivi.

La banda, secondo quanto emerso, operava con una divisione dei ruoli sorprendentemente precisa: c’erano gli esecutori, gli autisti e soprattutto gli artificieri del gruppo, coloro che preparavano le cosiddette marmotte, tubi metallici caricati con polvere pirica inseriti nella fessura del bancomat per provocarne l’apertura violenta. L’organizzazione si muoveva dalla Puglia, in particolare dall’area meridionale della provincia di Foggia, verso gli istituti di credito individuati in precedenza. Per i blitz venivano utilizzate sempre autovetture di grossa cilindrata, rubate e poi “bonificate”, ovvero ripulite da elementi identificativi. Quando un mezzo diventava rischioso da riutilizzare, veniva sostituito.

Uno degli elementi decisivi dell’indagine nasce da una prassi adottata dal gruppo per guadagnare tempo nei secondi cruciali che precedono l’inserimento della marmotta. I membri della banda effettuavano un piccolo prelievo allo sportello, senza ritirare il contante, provocando il time-out dell’ATM. E proprio da quelle carte, utilizzate durante le operazioni di “blocco”, gli investigatori sono riusciti a risalire alla zona d’origine del sodalizio. Da lì, attraverso ulteriori accertamenti, è stata individuata una delle auto impiegate negli assalti, consentendo agli inquirenti di seguire il filo della rete criminale.

Tra aprile e agosto del 2024, gli indagati hanno messo a segno dieci colpi in quattro regioni: Molise, Puglia, Campania e Basilicata. In cinque occasioni sono riusciti a ottenere il bottino, per un totale di circa duecentomila euro. Un’attività che non è stata priva di rischi: tre dei membri del gruppo hanno riportato lesioni importanti a causa delle esplosioni provocate con gli ordigni artigianali.

Il quadro che emerge è quello di un sodalizio affiatato, i cui componenti vantano precedenti specifici e, in alcuni casi, legami di parentela. Secondo la Procura, l’associazione era finalizzata alla commissione di furti pluriaggravati mediante l’impiego di materiale esplosivo e l’uso delle cosiddette marmotte. Le accuse ipotizzate sono pesanti: associazione per delinquere aggravata e furti aggravati ai danni di istituti di credito.

L’operazione di oggi, frutto di mesi di indagini tecniche, pedinamenti e riscontri incrociati, mette un punto fermo in un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto dimensioni significative nel Mezzogiorno. E rappresenta, per gli investigatori di Campobasso e per la Procura di Larino, la dimostrazione che anche i gruppi più mobili e strutturati possono essere smontati, pezzo dopo pezzo, seguendo con pazienza le tracce che inevitabilmente lasciano dietro di sé.

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