16 Agosto 2026, domenica
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Raid israeliano nel campo profughi di Ein el-Hilweh: tredici morti nel sud del Libano

Un attacco condotto con un drone ha colpito un’area adiacente a una moschea nel più grande campo profughi palestinese del Paese. Beirut denuncia un massacro. Israele sostiene di aver centrato un centro di addestramento di Hamas.

Nel sud del Libano, tra le strade affollate e le baracche addossate l’una all’altra del campo profughi palestinese di Ein el-Hilweh, la notte è stata squarciata da un’esplosione improvvisa. Secondo quanto riferito dai media statali libanesi e dal Ministero della Salute, tredici persone sono rimaste uccise e diverse altre ferite in seguito a un raid israeliano che ha colpito l’area a bordo del campo, alla periferia di Sidone.

La National News Agency, organo d’informazione ufficiale di Beirut, ha indicato che l’attacco, condotto con un drone armato, ha centrato un’automobile parcheggiata nei pressi di una moschea, all’interno del perimetro del campo. Le prime immagini giunte dal luogo dell’esplosione mostrano detriti sparsi, vetri infranti e un’area sventrata dalle fiamme, mentre ambulanze e volontari hanno lavorato per ore tra i vicoli per soccorrere i feriti.

Ein el-Hilweh non è un luogo qualsiasi. Con decine di migliaia di residenti, è il più grande campo palestinese del Libano, spesso teatro di tensioni armate tra fazioni rivali e da anni sorvegliato con attenzione dalle autorità locali. Un contesto fragile, reso ancora più instabile dall’attacco della scorsa notte.

Da parte israeliana, la versione è netta. L’esercito ha dichiarato di aver colpito un centro di addestramento di Hamas all’interno del campo, sostenendo che la struttura venisse utilizzata per preparare un’azione offensiva contro Israele. Nessun riferimento diretto alle vittime civili è stato fornito nel comunicato militare, che ha ribadito la necessità operativa del raid.

Le autorità libanesi, però, parlano apertamente di un attacco contro un’area densamente popolata, priva di avvertimenti e capace di provocare un elevato numero di morti. Secondo fonti mediche locali, tra le vittime ci sarebbero civili che si trovavano nei pressi della moschea al momento dell’esplosione.

L’episodio arriva in un momento già carico di tensioni lungo il confine tra Israele e Libano, dove negli ultimi mesi si sono intensificati gli scontri tra l’esercito israeliano e Hezbollah. Il raid su Ein el-Hilweh rischia ora di alimentare ulteriormente la spirale di violenza, trasformando il campo profughi in un nuovo epicentro della crisi regionale.

Mentre il bilancio delle vittime potrebbe ancora salire, le operazioni di soccorso continuano e il campo si prepara a un’altra giornata di lutto. Le indagini interne e le reazioni internazionali determineranno se l’attacco resterà un episodio isolato o se segnerà un ulteriore punto di escalation nel confronto armato che da mesi scuote il Medio Oriente.

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