1 Giugno 2026, lunedì
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Zelensky lancia l’allarme: “Putin preparerà la guerra in Europa entro il 2030”

Il presidente ucraino avverte i partner occidentali: “Non basta difendere Kiev, bisogna impedire a Mosca di rafforzarsi economicamente e militarmente”. Il Cremlino replica: “La situazione per l’Ucraina peggiora ogni giorno. Continueremo fino al raggiungimento dei nostri obiettivi”.

Volodymyr Zelensky torna a parlare con toni che suonano come un avvertimento all’intero continente. “La Russia si prepara a scatenare la guerra in Europa entro il 2030”, ha dichiarato il presidente ucraino, invitando gli alleati a non limitarsi al sostegno militare e umanitario a Kiev, ma a un’azione strategica di più ampio respiro: “Dobbiamo pensare a come fermarli ora in Ucraina, ma anche a non dare loro soldi o armi”.

Un messaggio diretto, che riecheggia come un campanello d’allarme per un’Europa spesso divisa sul sostegno a Kiev e sulla gestione della propria sicurezza comune. Zelensky, nel suo appello, ha voluto sottolineare che il conflitto in corso non è una questione confinata ai confini orientali dell’Ucraina, ma una minaccia potenzialmente estesa al cuore dell’Unione europea.

Intanto sul campo la situazione resta tesa. L’esercito russo continua a esercitare una forte pressione lungo la linea del fronte, in particolare nelle regioni orientali, dove Kiev si trova a fronteggiare un’offensiva che pare non conoscere tregua. Ma, secondo Washington, il prezzo pagato da Mosca per mantenere l’avanzata sarebbe altissimo.

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che “la Russia sta perdendo circa settemila soldati a settimana”. Una cifra che, se confermata, darebbe la misura dell’intensità e della ferocia dei combattimenti in corso, ma anche della determinazione del Cremlino a non arretrare nonostante le perdite.

Dal canto suo, Mosca continua a proiettare un’immagine di forza e inevitabilità. “La posizione del regime di Kiev si sta deteriorando di giorno in giorno”, ha affermato Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, in dichiarazioni riportate dall’agenzia Ria Novosti. Parole che riflettono la narrativa russa di un’Ucraina sempre più indebolita, logorata dalla guerra e abbandonata dai propri sostenitori occidentali.

“La parte ucraina deve sapere che prima o poi dovrà negoziare, ma da una posizione molto peggiore”, ha aggiunto Peskov, ribadendo che “la Russia continuerà la sua operazione militare speciale fino al raggiungimento degli obiettivi prefissati dal presidente Vladimir Putin”. Una linea intransigente, che lascia poco spazio a spiragli diplomatici e alimenta la percezione di un conflitto destinato a protrarsi ancora a lungo.

Sul fronte politico, le parole di Zelensky mirano a risvegliare l’opinione pubblica europea e i governi del continente, richiamandoli a una presa di coscienza collettiva. L’Ucraina, sostiene il presidente, non è solo la prima linea di un conflitto regionale, ma il fronte avanzato di una battaglia per la sopravvivenza stessa dell’ordine europeo.

A quasi tre anni dall’inizio dell’invasione russa, il messaggio è chiaro: se l’Europa non agirà con decisione, la prossima guerra potrebbe non fermarsi ai confini dell’Ucraina.

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