29 Giugno 2026, lunedì
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Neonazista tra le mura di Buckingham Palace: il caso che scuote la monarchia britannica

Un’inchiesta di ITV rivela che un giovane militante dell’estrema destra, legato a network suprematisti internazionali, ha lavorato come guida turistica all’interno della residenza reale. Il governo chiede chiarimenti sui controlli del personale.

Un ventiseienne con legami profondi negli ambienti del suprematismo bianco ha avuto accesso, fino all’anno scorso, al cuore della monarchia britannica. Matthew Gravill, figura nota nei circuiti dell’estrema destra neonazista, è stato infatti impiegato come guida turistica a Buckingham Palace. A svelarlo è stata un’inchiesta dell’emittente ITV, che ha fatto emergere interrogativi inquietanti sui meccanismi di selezione e controllo del personale che opera all’interno delle residenze reali.

Gravill non risultava formalmente alle dipendenze dirette della Casa reale, ma del Royal Collection Trust, l’ente che cura e gestisce il vasto patrimonio artistico e culturale della famiglia Windsor. Il suo ruolo, tuttavia, non era marginale: accompagnava i visitatori in tour esclusivi tra le sale simbolo della monarchia, esercitando dunque un incarico di fiducia, a contatto diretto con il pubblico e all’interno di un luogo di altissimo valore istituzionale.

L’inchiesta di ITV ha ricostruito il duplice percorso del giovane: da un lato la quotidianità impeccabile di una guida in livrea, dall’altro l’attivismo radicale di un militante che, nel tempo libero, contribuiva a organizzare iniziative e contatti internazionali del movimento suprematista. Gravill avrebbe avuto un ruolo di rilievo nella costruzione di una rete globale di gruppi neonazisti, con ramificazioni che dall’Europa si estendono fino agli Stati Uniti.

La reazione di Buckingham Palace è stata immediata e misurata. In una nota ufficiale, un portavoce ha espresso gratitudine verso l’emittente per aver portato alla luce la vicenda, sottolineando che la Casa reale “considera tutte queste questioni con la massima serietà”. Dietro il linguaggio istituzionale, traspare la preoccupazione per un episodio che tocca uno dei luoghi più simbolici e protetti del Regno Unito, e che riapre il dibattito sulla sicurezza del personale impiegato nei palazzi reali.

Anche il governo britannico è intervenuto sulla questione. Il ministro della Sanità, Wes Streeting, ha chiesto l’apertura di un’indagine ufficiale per chiarire come sia stato possibile che un individuo con un simile profilo sia stato assunto e abbia operato per mesi all’interno di Buckingham Palace. La richiesta, condivisa da più esponenti del governo, punta a verificare l’efficacia dei controlli e l’eventuale esistenza di falle nei protocolli di verifica del personale.

Dopo la fine del suo incarico, avvenuta poco più di un anno fa, Gravill non ha abbandonato la militanza. Secondo ITV, avrebbe continuato a muoversi nell’ambiente dell’estrema destra, arrivando a guidare una delegazione del gruppo Vanguard Britannica in un viaggio negli Stati Uniti. Scopo della missione: rafforzare i rapporti con realtà suprematiste oltreoceano e consolidare una rete di contatti internazionali.

Il caso Gravill non è soltanto un imbarazzo per Buckingham Palace, ma anche un campanello d’allarme per le istituzioni britanniche. In un momento in cui il Paese si interroga sul ritorno di forme di estremismo politico e razziale, la scoperta che un militante neonazista abbia potuto muoversi liberamente all’interno di uno dei luoghi più sorvegliati d’Inghilterra solleva domande profonde sulla vulnerabilità dei sistemi di controllo e sulla capacità delle autorità di intercettare tempestivamente le derive estremiste.

La vicenda, ora, è nelle mani del governo e delle autorità competenti, mentre l’opinione pubblica guarda con sgomento a quella che molti commentatori hanno già definito “una falla simbolica” nel cuore stesso della monarchia.

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