2 Luglio 2026, giovedì
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Conference League, notte amara per la nuova Fiorentina

A Mainz finisce 2-1: Lee colpisce al 95’ e regala ai tedeschi la vittoria. Galloppa debutta con una beffa nel finale

La nuova Fiorentina riparte, ma inciampa subito. Nella Mewa Arena di Mainz, i viola di Daniele Galloppa — alla prima panchina dopo l’esonero di Stefano Pioli — cedono 2-1 ai tedeschi, al termine di una gara che sembrava ormai incanalata verso un pareggio. A decidere tutto, al quinto minuto di recupero, è la zampata di testa del sudcoreano Lee, uomo-partita con un gol e un assist che ribaltano l’illusorio vantaggio firmato da Sohm nel primo tempo.

Un buon inizio che non basta

La serata era cominciata con ben altre sensazioni. La Fiorentina, ordinata e aggressiva, aveva preso il controllo del gioco nei primi venti minuti, mostrando trame fluide e una discreta solidità. In porta, il giovanissimo Tommaso Martinelli — classe 2006, alla terza presenza in maglia viola — si era subito fatto notare al decimo minuto con una parata d’istinto su Weiper, tenendo il risultato in equilibrio.

Poco dopo, al 16’, la prima grande gioia: un’azione costruita con pazienza e precisione, avviata da Nicolussi Caviglia e rifinita da Piccoli, che serve di sponda l’accorrente Sohm. Lo svizzero, con freddezza, trova l’angolo giusto e porta avanti la Fiorentina. È un gol che sembra dare fiducia e convinzione alla squadra, anche se l’occasione del raddoppio — capitata ancora a Piccoli al 23’ — finisce sprecata. Nel finale di tempo, Potulskic nega a Fazzini il 2-0, salvando i padroni di casa con un intervento prodigioso.

La ripresa cambia volto

Nella seconda frazione il copione si ribalta. Il Mainz entra in campo con tutt’altro piglio, sostenuto dal pubblico e rinvigorito dai cambi. Galloppa, invece, vede progressivamente spegnersi la spinta dei suoi: il pressing cala, le distanze si allungano e la manovra perde fluidità.

La scossa per i tedeschi arriva al 68’. Appena entrato, Hollerbach sfrutta alla perfezione un taglio preciso di Lee, si infila tra Ranieri e Pongracic e batte Martinelli da distanza ravvicinata. L’1-1 rimette tutto in discussione e accende la Mewa Arena.

Da quel momento la Fiorentina sembra non avere più l’energia per reagire. Eppure l’occasione del colpo grosso arriva: al 77’ Kean, ben posizionato, non trova la porta di testa da ottima posizione. L’attaccante azzurro si rifà all’81’ con un gol, ma la bandierina del guardalinee annulla tutto per fuorigioco millimetrico.

La beffa al fotofinish

Quando il cronometro scorre ormai verso il 95’, la partita sembra destinata a chiudersi in parità. Ma il calcio, si sa, vive di dettagli. Su un ultimo cross dalla destra, Lee si inserisce con perfetto tempismo tra i centrali viola e di testa firma il sorpasso. È la doccia gelata che spegne ogni speranza e condanna la Fiorentina alla prima sconfitta della sua nuova era.

Il bilancio

Per il Mainz è una vittoria pesante, la terza in altrettante giornate, che porta la squadra a 9 punti e la proietta al comando del girone. La Fiorentina resta ferma a 6, e dovrà ripartire da qui, cercando di ricostruire fiducia e identità.

Galloppa, chiamato a traghettare un gruppo scosso dal cambio in panchina, dovrà ora trovare equilibrio e continuità. Il debutto lascia l’amaro in bocca, ma anche qualche segnale incoraggiante: la squadra ha mostrato trame interessanti e un primo tempo di livello. Quello che manca, ancora una volta, è la capacità di gestire i momenti chiave.

La Conference League non aspetta, e la Fiorentina non può permettersi altri passi falsi. A Mainz, più che una sconfitta, è arrivata una lezione: per ritrovare la sua anima, la Viola dovrà imparare a non spegnersi mai.

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