4 Ottobre 2026, domenica
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Sassuolo-Genoa 1-2, Ostigard all’ultimo respiro: il Grifone rialza la testa

Prima vittoria stagionale per i rossoblù: Murgita e Criscito debuttano con un colpo di scena al 93’. Malinovskyi e Berardi firmano i gol del primo tempo, poi il colpo di testa decisivo del norvegese riaccende le speranze liguri.

Il Genoa ritrova il sorriso e lo fa nel modo più drammatico e liberatorio possibile: al 93’, con un colpo di testa che vale la prima vittoria in campionato. Al Mapei Stadium finisce 2-1 per i rossoblù, che espugnano il campo del Sassuolo grazie al guizzo di Leo Østigård in pieno recupero. Un successo che pesa come una rinascita, non solo per la classifica — ora più leggera — ma anche per il morale di una squadra scossa dal recente cambio in panchina.

La coppia ad interim formata da Alberto Murgita e Domenico Criscito, subentrata dopo l’addio di Vieira, esordisce con il piglio giusto: organizzazione, coraggio e quel pizzico di follia che serve per riscrivere la rotta di una stagione iniziata nel segno della sofferenza.

Il racconto del match

Il Genoa si presenta al Mapei da ultimo della classe, con sei sconfitte e nessuna vittoria. Dall’altra parte, un Sassuolo reduce dal successo sul Cagliari e in cerca di continuità. Ma l’aria, fin dai primi minuti, racconta un’altra storia: il Grifone entra in campo con determinazione, prova a pungere con Vitinha e Colombo, e mette subito pressione ai neroverdi.

La partita si accende al 18’: Ruslan Malinovskyi raccoglie palla ai venti metri e libera un sinistro dei suoi, secco e preciso, che si infila alle spalle di Consigli. È il vantaggio rossoblù, e anche un segnale chiaro: il Genoa è vivo e vuole restare aggrappato alla Serie A.

Il Sassuolo prova a reagire. Pinamonti ci mette la testa al 25’, ma la sua conclusione è troppo debole per impensierire Leali. Poi è ancora il Genoa a rendersi pericoloso: Vitinha costringe Muric a una deviazione d’istinto, mentre Colombo spreca una grande occasione per il raddoppio al 39’, solo davanti al portiere.

La squadra di Dionisi rientra dagli spogliatoi con tutt’altro atteggiamento e trova subito il pari. È il 47’: su un calcio d’angolo battuto corto, la palla arriva sul secondo palo dove Domenico Berardi, con freddezza da capitano, appoggia in rete il pallone dell’1-1. Il Sassuolo sembra poter controllare la gara, il ritmo si abbassa e il pareggio pare l’epilogo più logico.

Ma il calcio, si sa, non ama la logica. Al 93’, quando il cronometro sembra ormai condannare tutti alla divisione della posta, arriva il colpo che nessuno si aspetta. Martín disegna una punizione precisa verso il centro dell’area, Ostigard prende il tempo giusto e di testa firma il 2-1 che fa esplodere la panchina genoana.

Un nuovo inizio

Per il Genoa è un urlo liberatorio. Dopo settimane di tensione e risultati deludenti, il Grifone trova i tre punti e abbandona l’ultimo posto in classifica, salendo a quota sei. In fondo alla graduatoria scivola ora la Fiorentina, in crisi profonda.

Murgita e Criscito possono sorridere: il debutto sulla panchina rossoblù è da sogno, frutto di un gruppo che ha mostrato carattere e compattezza, qualità che finora erano mancate.

Beffa invece per il Sassuolo, che resta fermo a 13 punti e vede svanire nel finale la possibilità di consolidare la propria posizione a metà classifica.

Il Mapei Stadium, testimone di una notte intensa, ha visto un Genoa finalmente ritrovato. E chissà che questo successo all’ultimo respiro non segni davvero la svolta di una stagione finora in salita.

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