Volodymyr Zelensky interviene in prima persona per mettere fine alle voci su una presunta disfatta nel Donbass. “I nostri combattenti non sono circondati a Pokrovsk. La situazione è difficile, ma sotto controllo”, ha dichiarato il presidente ucraino nel corso di un briefing con i giornalisti, respingendo con fermezza la versione diffusa da Vladimir Putin, secondo il quale le forze ucraine nella cittadina del Donetsk sarebbero accerchiate.
Le parole di Zelensky arrivano in un momento di alta tensione lungo il fronte orientale, dove da settimane si combatte casa per casa e metro per metro. Pokrovsk, snodo strategico a ovest di Avdiivka, rappresenta un punto chiave per l’accesso russo all’interno del Donetsk: perderlo significherebbe aprire la strada verso Dnipro e indebolire la difesa ucraina nell’intera regione.
Da Mosca, il presidente russo aveva sostenuto che “le truppe di Kiev sono completamente circondate”, presentando la situazione come una vittoria simbolica per l’esercito russo. Ma da Kiev la smentita è stata immediata e decisa. Zelensky, apparso determinato ma consapevole della gravità del momento, ha voluto rassicurare l’opinione pubblica e gli alleati occidentali: “Le nostre forze stanno difendendo con coraggio ogni posizione. I comandanti sul campo sanno cosa fare. Non c’è alcuna sacca, non c’è accerchiamento”.
Fonti militari ucraine confermano che i combattimenti restano intensi e che l’esercito sta effettuando movimenti tattici per rafforzare le linee difensive e garantire corridoi di rifornimento. “Pokrovsk è ancora sotto controllo ucraino, anche se la pressione russa è fortissima”, riferiscono ufficiali citati dai media locali.
La battaglia per il Donbass continua dunque a rappresentare il cuore pulsante del conflitto, con la Russia impegnata in un’offensiva lenta ma costante e l’Ucraina costretta a difendere posizioni sempre più difficili, spesso a costo di enormi sacrifici umani.
L’intervento di Zelensky non è solo una risposta tattica alla propaganda di Mosca, ma anche un messaggio politico: l’Ucraina non intende arretrare, e la resistenza continua, nonostante le difficoltà e la stanchezza di un conflitto entrato ormai nel suo quarto anno.
Dietro le parole del presidente si intravede la consapevolezza di una guerra che non si gioca solo sul terreno, ma anche sul piano dell’informazione. Nel Donbass, dove le linee del fronte cambiano di giorno in giorno e la verità si confonde spesso con la strategia, la battaglia per il controllo del racconto è diventata parte integrante del conflitto stesso.
Per ora, Zelensky ribadisce che Pokrovsk resiste. E che, malgrado l’accerchiamento evocato dal Cremlino, l’Ucraina non intende cedere terreno né sul campo né nella narrazione della guerra.
