I Carabinieri hanno messo fine a quella che definiscono una vera e propria “spirale distruttiva” con l’arresto di un diciassettenne del posto, ritenuto responsabile di numerosi atti vandalici e di un incendio che aveva devastato sei automobili e un motociclo in sosta.
L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lamezia Terme, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica.
La notte del fuoco
È la notte del 6 luglio scorso. Su viale 1° Maggio, in pieno centro cittadino, un incendio avvolge improvvisamente sei automobili e un ciclomotore. Pochi minuti dopo, in via XX Settembre, una vettura parcheggiata viene rubata. Alla guida, secondo gli investigatori, lo stesso giovane. Senza patente e con una condotta di guida sconsiderata, il ragazzo si lancia in una fuga distruttiva, colpendo altre auto, panchine, aiuole, perfino l’arredo urbano. Quando l’auto rubata si ferma, la città è già sotto shock.
Gli inquirenti, intuendo che dietro quella notte di fuoco potesse esserci la mano dello stesso autore dei furti e danneggiamenti seriali registrati mesi prima, decidono di passare al setaccio ogni immagine disponibile. Vengono analizzate oltre trenta ore di filmati provenienti da quindici impianti di videosorveglianza, pubblici e privati. È un lavoro certosino, sostenuto anche dalla collaborazione di molti cittadini che mettono a disposizione i propri sistemi di sicurezza domestici.
Il “pedinamento elettronico”
Dalle immagini emerge una mappa dettagliata dei movimenti del giovane, quasi un pedinamento elettronico che permette ai Carabinieri di ricostruire ogni suo spostamento. Le telecamere lo riprendono nei momenti cruciali: mentre appicca il fuoco alle auto, mentre forza il veicolo rubato e durante la corsa sregolata che semina danni in città.
Gli investigatori incrociano poi i dati con i tabulati telefonici, trovando ulteriori conferme. La Procura per i Minorenni dispone nuovi accertamenti e, grazie alla comparazione delle immagini con quelle già raccolte in passato, emerge un dato decisivo: il ragazzo è la stessa persona coinvolta nei danneggiamenti e nei furti compiuti nella notte tra il 28 febbraio e il 1° marzo, quando furono registrati ben ventisette episodi in poche ore.
Un’escalation di violenza urbana
Le indagini avevano già portato, lo scorso giugno, all’arresto di un altro minorenne coinvolto nella stessa serie di reati. Ma i Carabinieri non si erano fermati. Tra i casi irrisolti, c’era anche il danneggiamento avvenuto il 3 aprile nel quartiere Sambiase, dove erano stati tagliati gli pneumatici di un’auto in sosta. Anche in quel caso, la mano era la stessa.
Con l’arresto di oggi, si chiude così un’indagine complessa e articolata che ha richiesto mesi di lavoro, oltre 180 ore di video analizzati, decine di sopralluoghi e un paziente intreccio di riscontri tecnici e testimonianze.
Il contesto e la riflessione
L’episodio ha scosso profondamente la comunità lametina, non solo per la gravità dei fatti, ma anche per la giovanissima età del presunto autore. Gli inquirenti sottolineano come, sempre più spesso, i minori assumano ruoli attivi e perfino dominanti in attività criminali, in contesti di forte marginalità sociale e di povertà educativa.
Un fenomeno che, secondo gli investigatori e gli operatori del settore, impone una riflessione più ampia: servono interventi tempestivi, strategie di prevenzione e percorsi di reinserimento realmente efficaci, capaci di sottrarre i ragazzi a percorsi di devianza precoce e di restituirli a una prospettiva di legalità.
Per ora, il diciassettenne è stato accompagnato all’Istituto penale per minorenni di Catanzaro. Il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari, ma la città di Lamezia Terme, dopo mesi di inquietudine, può finalmente tirare un respiro di sollievo.
