27 Luglio 2026, lunedì
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L’Irpinia trema ancora, a un mese dall’anniversario del sisma del 1980.

Una scossa di magnitudo 4.0 scuote Avellino e i comuni vicini, senza causare danni ma riportando la paura tra la gente. Evacuato per precauzione il Teatro Gesualdo durante lo spettacolo di Massimo Ranieri

La terra è tornata a tremare in Irpinia, riaccendendo memorie e timori mai sopiti. Alle 22.08 di sabato sera, una scossa di magnitudo 4.0 ha colpito la provincia di Avellino, con epicentro localizzato a circa un chilometro da Montefredane e a una profondità di 14 chilometri. Il movimento tellurico è stato distintamente avvertito non solo nel capoluogo, ma anche nelle province di Napoli, Salerno e Benevento.

Fortunatamente non si registrano danni a persone o edifici, ma la paura è stata forte, soprattutto perché la scossa è arrivata a poco meno di un mese dall’anniversario del devastante terremoto del 23 novembre 1980, che costò la vita a quasi tremila persone e cancellò interi paesi dall’Appennino campano e lucano.

Il sisma di sabato non è stato un episodio isolato. Già venerdì la zona aveva avvertito un movimento tellurico, seguito da due repliche di magnitudo 2.0 e 2.4. Un segnale di attività sismica che, pur rientrando nella normalità geologica dell’area, ha riacceso l’apprensione in un territorio che conserva ancora ferite profonde.

Attimi di tensione si sono vissuti anche al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino, dove era in corso il concerto di Massimo Ranieri. Poco dopo l’inizio dello spettacolo, la scossa ha interrotto la musica: il personale di sicurezza e i vigili del fuoco, già presenti in sala, hanno deciso di sospendere l’evento e far evacuare il pubblico per precauzione. L’operazione è avvenuta in modo ordinato, tra la comprensibile agitazione degli spettatori.

Ranieri, visibilmente scosso, ha salutato il pubblico assicurando che lo spettacolo sarà recuperato appena possibile.

Le verifiche dei tecnici e della Protezione civile, condotte nelle ore successive, non hanno evidenziato criticità strutturali. Tuttavia, il ritorno della paura a pochi giorni da un anniversario così drammatico ricorda quanto l’Irpinia resti un territorio fragile, sospeso tra memoria e resilienza, dove ogni scossa riapre un capitolo che nessuno potrà mai dimenticare.

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