29 Giugno 2026, lunedì
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Rieti, l’ombra della violenza sugli spalti: dopo l’agguato al bus dei tifosi di Pistoia spunta uno striscione minaccioso

Sul cancello del PalaSojourner compare la scritta “Nascondetevi infami, sappiamo chi siete”. La Digos indaga sul messaggio, mentre il procuratore capo conferma: “Chi ha lanciato quel sasso cercava lo scontro”. Tre ultrà arrestati per l’omicidio dell’autista Raffaele Marianella.

A Rieti la tensione non si spegne. A pochi giorni dall’agguato che è costato la vita a Raffaele Marianella, autista del pullman dei tifosi del Pistoia Basket, un nuovo episodio scuote la città. Uno striscione con la scritta “Nascondetevi infami, sappiamo chi siete” è apparso venerdì mattina su uno dei cancelli del PalaSojourner, il palazzetto dello sport teatro, domenica scorsa, della sfida di campionato tra Pistoia e Rieti.

La scritta, tracciata con caratteri riconducibili al cosiddetto stile “fasciofont”, è stata rimossa dopo poche ore, ma il suo messaggio minaccioso è apparso inequivocabile. Secondo gli investigatori, il riferimento sarebbe rivolto a chi sta collaborando con le forze dell’ordine per far luce sull’omicidio di Marianella. La Digos di Rieti ha aperto un fascicolo per accertare l’origine del gesto e individuare i responsabili.

Durissimo il commento del vicesindaco di Rieti, che ha definito l’episodio “l’ennesimo tentativo di ferire una città già profondamente scossa da un fatto inaccettabile”. “Rieti – ha aggiunto – è unita nel dolore e nel rifiuto di ogni forma di violenza. Chi tenta di riaccendere l’odio non rappresenta questa comunità”.

Sul fronte delle indagini, il procuratore capo di Rieti ha confermato che gli investigatori sono al lavoro su una ricostruzione ormai definita in gran parte. “Chi ha lanciato quel sasso – ha spiegato – cercava lo scontro con i tifosi pistoiesi. La situazione poteva avere conseguenze ancora più tragiche se il secondo sasso avesse colpito l’autista che era alla guida del bus”.

L’agguato, avvenuto al termine della partita, è stato ricostruito grazie alle testimonianze dei presenti e alle immagini raccolte dagli inquirenti. Le prove, considerate solide dagli investigatori della Squadra Mobile e della Digos di Rieti, hanno portato all’arresto di tre ultrà della Sebastiani Basket: Manuel Fortuna, Kevin Pellecchia e Alessandro Barberini. Tutti e tre, legati a gruppi dell’estrema destra locale, sono accusati di omicidio volontario aggravato.

Secondo la ricostruzione della Procura, i tre avrebbero agito con piena consapevolezza delle proprie azioni. “Il sasso letale è uno solo – ha precisato il procuratore Auriemma – e stiamo accertandone con precisione la provenienza. Sono in corso ulteriori verifiche tecniche per completare il quadro probatorio”.

Il clima in città resta teso, ma le istituzioni chiedono calma e collaborazione. L’obiettivo, sottolineano fonti investigative, è evitare che la spirale di violenza legata al tifo degeneri ulteriormente. Mentre Rieti fa i conti con la perdita di un uomo estraneo a qualsiasi rivalità sportiva, resta aperta la riflessione sul confine sempre più labile tra passione e fanatismo, e sulla responsabilità collettiva di riportare il basket – e lo sport in generale – al suo autentico spirito di lealtà e rispetto.

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