«Giorgia Meloni continua a vendere illusioni». È netto l’attacco di Alessandro Zan, deputato del Partito Democratico, che accusa la presidente del Consiglio di continuare a raccontare un Paese diverso da quello che emerge dai dati ufficiali sulla sanità pubblica. «Dice di investire nella sanità – osserva Zan – ma la verità è che la spesa sanitaria, rispetto al Pil, continuerà a scendere fino al 5,9% nel 2028, come certifica oggi la Fondazione Gimbe».
Un calo costante, che allontana sempre più l’Italia dagli standard europei. Mentre la media dei Paesi UE si attesta al 6,9% e quella OCSE raggiunge il 7,1%, il nostro sistema sanitario nazionale resta in fondo alla classifica, gravato da ospedali sovraccarichi, reparti sotto organico, medici e infermieri sempre più difficili da reclutare. Le liste d’attesa, già lunghissime, continuano a crescere, e per molti cittadini l’unica alternativa resta rivolgersi al privato.
Per Zan, non si tratta di una semplice mancanza di risorse, ma di una strategia precisa: «Altro che rilancio del servizio sanitario nazionale – accusa – è un lento smantellamento». Il deputato dem parla di un “gioco delle tre carte” da parte del governo, che a suo dire «annuncia cifre altisonanti che in realtà si traducono in tagli mascherati».
Il risultato, denuncia ancora l’esponente del PD, è che i costi della crisi del sistema vengono progressivamente scaricati sui cittadini: «Stanno lasciando che gli italiani paghino di tasca propria il prezzo del loro disastro sulla sanità pubblica».
La denuncia di Zan si inserisce nel più ampio dibattito sul futuro del Servizio sanitario nazionale, sempre più al centro delle tensioni politiche e delle preoccupazioni sociali. Con una spesa in calo e un personale sanitario al limite, l’idea di una sanità pubblica universale rischia di trasformarsi, come avverte il parlamentare, in un’illusione sempre più difficile da sostenere.
