29 Giugno 2026, lunedì
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Parigi propone il rafforzamento della missione Ue a Rafah per garantire aiuti a Gaza

Il ministro degli Esteri francese Barrot chiede un ruolo più incisivo di Eubam nel controllo del valico, mentre Israele riapre il passaggio di Kerem Shalom per gli aiuti umanitari.

La Francia ha annunciato l’intenzione di rafforzare la missione europea al valico di Rafah, cruciale punto di accesso tra l’Egitto e la Striscia di Gaza. L’obiettivo, ha spiegato il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, è garantire non solo il passaggio sicuro delle persone, ma soprattutto il transito dei beni essenziali destinati alla popolazione palestinese, messa a dura prova dal conflitto in corso.

Secondo Barrot, la missione Eubam deve poter svolgere appieno il suo ruolo, assicurando che gli aiuti umanitari raggiungano la destinazione senza ostacoli e contribuendo a mitigare le sofferenze quotidiane dei civili. Il ministro francese ha inoltre espresso preoccupazione per le violazioni del cessate il fuoco registrate recentemente: gli attacchi israeliani su Gaza, in risposta a colpi contro i soldati, rappresentano secondo Parigi un passo indietro rispetto agli accordi firmati la scorsa settimana a Sharm el-Sheikh. “Tutte le parti devono rispettare rigorosamente gli impegni presi”, ha sottolineato Barrot, richiamando al rispetto della tregua e alla protezione dei civili.

Sul fronte pratico, Israele ha annunciato la riapertura del valico di Kerem Shalom, strategico punto di ingresso per gli aiuti destinati alla Striscia di Gaza. La decisione, riportata dai media locali, segna un passo concreto per permettere il transito dei beni umanitari, dopo giorni di blocco che avevano acuito le difficoltà della popolazione palestinese.

L’iniziativa francese si inserisce nel contesto di sforzi diplomatici europei e internazionali volti a garantire la continuità degli aiuti e a prevenire un’ulteriore escalation del conflitto, ribadendo la necessità di rispettare gli accordi di cessate il fuoco e di assicurare la protezione dei civili in un’area già segnata da forti tensioni e emergenze umanitarie.

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