12 Maggio 2026, martedì
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Tragedia a Torino Esposizioni: muore un operaio di 42 anni colpito da un carico di materiali

Indagini in corso sulla dinamica dell’incidente. La vittima, Andy Mwachoko, era sposato e padre di tre figli

TORINO – Ancora una tragedia sul lavoro. Andy Mwachoko, 42 anni, operaio di origini nigeriane impiegato per la ditta Cobar di Altamura, è morto ieri mattina in un drammatico incidente nel cantiere di Torino Esposizioni, nel cuore della città. L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato colpito da un supporto di un carico di materiali che ha improvvisamente ceduto, travolgendolo senza lasciargli scampo.

L’impatto è stato violentissimo. I colleghi hanno immediatamente dato l’allarme e il personale del 118 è arrivato in pochi minuti. Gli operatori sanitari hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma ogni sforzo si è rivelato vano: il decesso è stato constatato sul posto. Sul cantiere sono intervenuti anche gli agenti della polizia e i tecnici dello Spresal (Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro) dell’Asl, chiamati a ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e a verificare il rispetto delle norme di sicurezza.

Secondo una prima ipotesi, ancora al vaglio degli inquirenti, una parte del carico di materiali in movimentazione avrebbe ceduto improvvisamente, colpendo Mwachoko mentre si trovava nella traiettoria del supporto. Tutti i dettagli saranno chiariti dalle indagini, che dovranno stabilire eventuali responsabilità e verificare se le procedure di sicurezza fossero state correttamente applicate.

Andy Mwachoko viveva in Italia da diversi anni. Era sposato e padre di tre figli, per i quali lavorava duramente, spesso spostandosi tra diversi cantieri. La notizia della sua morte ha suscitato profondo cordoglio tra i colleghi e nell’ambiente del lavoro edile, dove cresce l’inquietudine per una scia di incidenti che sembra non arrestarsi. 

La tragedia di Torino si aggiunge purtroppo a una lunga lista di infortuni mortali che continuano a segnare i cantieri italiani, alimentando il dibattito sull’urgenza di rafforzare i controlli e la formazione in materia di sicurezza. Intanto, nel cantiere di Torino Esposizioni, tutto si è fermato: il rumore dei macchinari ha lasciato spazio al silenzio e al dolore per una vita spezzata troppo presto. 

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