3 Ottobre 2026, sabato
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Appendino: “Io sto con la Flotilla. Non chi rischia la vita per fermare il genocidio è il terrorista”

La vicepresidente del Movimento 5 Stelle prende posizione sul dibattito politico e mediatico: “Non delegittimiamo chi porta aiuti, ma sosteniamolo. Grazie a loro si apre la possibilità di un canale umanitario permanente verso Gaza”

La vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino, interviene con parole nette e senza mediazioni nel dibattito acceso che accompagna in Italia e all’estero le missioni della cosiddetta Flotilla, il convoglio navale di attivisti impegnati a forzare l’assedio israeliano portando cibo e beni di prima necessità alla popolazione palestinese di Gaza.

In un lungo post sui suoi canali social, Appendino ha stigmatizzato quella che definisce una narrazione rovesciata, capace di ribaltare la realtà: “Siamo oltre il limite della decenza. Per i giornali di destra il terrorista non è Netanyahu, che affama e massacra un popolo, ma chi rischia la vita per fermare il genocidio”. L’ex sindaca di Torino critica duramente tanto le posizioni di parte della stampa italiana quanto quelle del governo, sottolineando quella che ritiene una contraddizione evidente: “Per Antonio Tajani, che tra un ballo alla festa di Forza Italia e l’altro trova il tempo di fare dichiarazioni, la pace la sta cercando il governo: lo stesso governo che continua a comprare armi da Israele, che non sanziona i coloni e che non riconosce lo Stato di Palestina. Intanto gli attivisti disarmati, che portano cibo, vengono descritti come quelli che vogliono la guerra”.

Appendino non si limita alla denuncia, ma richiama il significato politico dell’iniziativa: “La Flotilla non è solo un’operazione umanitaria, ha un senso profondamente politico e la sua missione è tutt’altro che conclusa. Io non sono su quelle barche, ma da qui, dal comodo di casa mia, non solo stimo coloro che hanno il coraggio di esserci – come il nostro Marco Croatti – ma ho profondo rispetto delle decisioni che prenderanno”.

Per la vicepresidente M5S, l’importanza dell’azione non risiede soltanto nel gesto simbolico, ma nella possibilità concreta di aprire un varco permanente per gli aiuti a Gaza. “Grazie a loro – afferma – si è aperta una speranza: la possibilità di istituire un canale umanitario stabile per gli aiuti che, per precisa scelta criminale del governo di Israele, non arrivano al popolo palestinese. In queste ore si è aperto uno spiraglio importante in questa direzione, uno spazio che va usato adesso che l’attenzione internazionale è massima”.

La conclusione del suo intervento è un appello alla responsabilità politica e morale: “Se la Flotilla sceglie di non mollare ora, il nostro compito non è delegittimarla, ma stare al suo fianco. Io sto con la Flotilla”.

Con queste parole, Appendino si colloca con chiarezza nel fronte politico che in Italia sostiene la necessità di una pressione più forte sul governo di Benjamin Netanyahu e di un impegno internazionale capace di garantire corridoi umanitari reali e permanenti.

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