14 Luglio 2026, martedì
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‘Ndrangheta, rientra in Italia l’ex superlatitante Sebastiano Signati: deve scontare 28 anni di carcere

Estradato dal Belgio il narcotrafficante di San Luca, già tra i ricercati più pericolosi. Decisivo il coordinamento internazionale dell’Unità I-CAN di Interpol e dei Carabinieri di Reggio Calabria

È tornato in Italia sotto scorta, dopo quasi un decennio di detenzione in Belgio, l’ex superlatitante della ‘Ndrangheta Sebastiano Signati. Nato a San Luca, nel cuore dell’Aspromonte, nel 1966, Signati era stato inserito fino al 2015 nell’elenco dei ricercati di massima pericolosità e considerato vicino alla potente famiglia Romeo, conosciuta con il soprannome “Staccu”.

La sua consegna alle autorità italiane è stata curata dal personale dell’Unità operativa I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), struttura specializzata della Direzione Centrale della Polizia Criminale, che ha lavorato in stretto raccordo con i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e con le autorità giudiziarie belghe. Dopo l’arrivo all’aeroporto di Roma Fiumicino, Signati è stato preso in consegna dai militari dell’Arma per le formalità di rito e il trasferimento in carcere.

L’ex latitante dovrà scontare una pena definitiva di 28 anni e 2 mesi di reclusione, in virtù di tre sentenze irrevocabili che lo hanno condannato per traffico internazionale di stupefacenti e porto e detenzione abusiva di armi. Si tratta di reati che confermano il suo ruolo di primo piano nel narcotraffico europeo, con proiezioni e alleanze criminali oltre i confini nazionali.

La cattura di Signati risale al novembre del 2015, quando venne individuato e arrestato in Belgio, dove aveva trovato rifugio durante la latitanza. Da allora era detenuto nelle carceri belghe, in attesa delle procedure che oggi ne hanno consentito il trasferimento definitivo in Italia.

Determinante, ancora una volta, è stato il lavoro di cooperazione internazionale che vede l’Italia in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata transnazionale. L’Unità I-CAN, nata proprio per contrastare l’espansione della ‘Ndrangheta fuori dai confini nazionali, ha svolto un ruolo chiave nel coordinare le attività investigative e operative con le autorità belghe, rendendo possibile l’esecuzione del provvedimento disposto dalla Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Gerardo Dominijanni.

Il ritorno di Signati sul suolo italiano rappresenta non solo la conclusione di un lungo iter giudiziario, ma anche un segnale della capacità delle istituzioni di colpire figure di vertice della criminalità organizzata calabrese, ovunque tentino di sottrarsi alla giustizia.

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