16 Agosto 2026, domenica
HomeMondoCronaca nel MondoDroni nei cieli della Danimarca, jet russi sul Baltico: l’Europa sorvolata, la...

Droni nei cieli della Danimarca, jet russi sul Baltico: l’Europa sorvolata, la tensione cresce

Allarmi in quattro aeroporti danesi per droni non identificati. Berlino accusa Mosca di provocazioni aeree. Von der Leyen: "Abbattere caccia russi? Opzione sul tavolo". Kiev rivendica l’abbattimento di un Su-34. E Lavrov accusa l’Occidente: “Prolungate il conflitto”

COPENAGHEN – L’Europa continua a vivere sotto un cielo sorvegliato. Nelle ultime ventiquattro ore, i cieli della Danimarca sono stati attraversati da una serie di droni non identificati, che hanno messo in allarme almeno quattro aeroporti civili e uno militare, mentre nello stesso arco di tempo si intensificano le denunce di sconfinamenti aerei russi lungo il fronte orientale dell’Alleanza Atlantica.

Un’escalation di segnali, provocazioni e incidenti che alimentano il senso di insicurezza strategica e accrescono la pressione politica e militare sui governi europei, in un momento in cui la guerra in Ucraina resta lontana da una soluzione negoziale.

Danimarca: droni su cinque scali, chiuso temporaneamente l’aeroporto di Aalborg

L’ultimo episodio è avvenuto all’alba. Alle 2:21 di oggi, la polizia danese ha ricevuto una segnalazione per la presenza di droni nei pressi dell’aeroporto di Billund, uno degli scali principali del Paese, situato nella parte centrale della Danimarca. Lo spazio aereo è stato chiuso per circa un’ora, mentre le autorità tentavano di individuare la minaccia.

Ma non si tratta di un caso isolato. Nella serata di ieri, altri droni erano stati avvistati nei pressi degli aeroporti di Esbjerg, Soenderborg e Skrydstrup – quest’ultimo sede di una base militare. Gli avvistamenti erano stati preceduti da un episodio analogo all’aeroporto di Aalborg, costretto alla chiusura. In nessuno dei casi è stato possibile abbattere i droni né localizzare gli operatori, ha dichiarato la polizia danese.

La situazione è ora tornata alla normalità e il traffico aereo è stato ripristinato, ma l’episodio solleva interrogativi inquietanti su eventuali intrusioni non autorizzate nello spazio aereo europeo e sulla vulnerabilità delle infrastrutture civili. In particolare, nella mente di molti osservatori torna la crescente preoccupazione occidentale per l’attività aerea russa nel quadrante baltico e scandinavo.

Berlino accusa Mosca: “Caccia russo ha sorvolato nave tedesca”

A confermare il clima di allarme è la denuncia arrivata da Berlino, che ha segnalato il sorvolo da parte di un jet da combattimento russo su una nave militare tedesca nel Mar Baltico. L’episodio, definito “una provocazione deliberata” da fonti della difesa tedesca, è solo l’ultimo di una serie di incidenti aerei registrati ai confini della NATO negli ultimi mesi.

Nel frattempo, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, in un’intervista alla CNN ha aperto a scenari finora considerati estremi: “L’ipotesi di abbattere un jet russo che viola lo spazio aereo della NATO è sul tavolo”, ha dichiarato, lasciando intendere che le soglie di tolleranza potrebbero essere riviste se le provocazioni continueranno.

Parole che, lette nel contesto attuale, rischiano di alzare ulteriormente il livello dello scontro dialettico e strategico tra l’Alleanza Atlantica e la Federazione Russa.

Zelensky all’ONU: “Sorvolo droni? Mosca è sinonimo di interferenza”

Nel suo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ripreso il tema degli sconfinamenti e delle manovre aeree sospette, accusando apertamente Mosca: “Ogni sorvolo di droni non identificati è un messaggio. E quando parliamo di interferenze, Mosca è ormai un sinonimo”.

Zelensky ha anche fatto riferimento alla crescente pressione sui Paesi NATO e alla necessità di “una risposta unitaria e ferma”, definendo le operazioni russe come parte di una strategia ibrida volta a destabilizzare le democrazie europee.

Lavrov: “L’Occidente vuole prolungare il conflitto”

La replica russa non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, durante un colloquio a margine dell’ONU con il Segretario di Stato USA Marco Rubio, ha accusato apertamente Kiev e alcune capitali europee di voler deliberatamente prolungare il conflitto in Ucraina.

“Le proposte che arrivano da Kiev, con il sostegno di alcune capitali occidentali, sono inaccettabili”, ha dichiarato Lavrov, ribadendo che la Russia non intende accettare condizioni imposte unilateralmente. Un chiaro segnale del muro contro muro che continua a dominare la scena diplomatica.

Kiev: “Abbattuto un jet Su-34 russo”

Nel frattempo, sul fronte militare, Kiev ha annunciato l’abbattimento di un caccia russo Su-34 nella regione di Zaporizhzhia, durante le prime ore della giornata. Secondo quanto comunicato dall’Aeronautica militare ucraina, l’aereo stava conducendo attacchi con bombe teleguidate quando è stato intercettato e colpito dalla difesa aerea.

Sempre nella notte, l’Ucraina è stata presa di mira da un massiccio attacco aereo russo, con 176 droni Shahed, Gerbera e di altri modelli lanciati in diverse direzioni. Le forze ucraine affermano di averne abbattuti 150, ma 13 droni hanno colpito otto località, causando danni e feriti. In un caso, i frammenti di un drone abbattuto hanno colpito un’area abitata.

Un cielo sempre più instabile

Il quadro che si delinea è quello di una militarizzazione crescente dello spazio aereo europeo, dove ogni incursione – reale o presunta – assume un significato politico e strategico. La moltiplicazione degli avvistamenti di droni in contesti civili, come nel caso danese, contribuisce a diffondere un senso di insicurezza diffusa, mentre gli incidenti militari ai confini della NATO rischiano di sfociare in crisi incontrollate.

L’Europa si scopre così sempre più esposta a nuove forme di guerra ibrida, in cui la linea di confine tra provocazione e attacco si fa sottile, e dove la superiorità tecnologica si gioca anche nei cieli, spesso silenziosi, delle proprie capitali.

Il timore è che la prossima provocazione non resti senza risposta. E che, nel teatro già congestionato della crisi ucraina, anche un drone non identificato possa diventare la scintilla di una nuova escalation.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti