5 Ottobre 2026, lunedì
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Trump alza il livello dello scontro: “I Paesi Nato abbattano i jet russi sui loro cieli”

Dopo l’incontro con Zelensky, l’ex presidente Usa spinge l’Alleanza Atlantica verso la linea dura. Mosca ribatte: “Risponderemo a qualsiasi minaccia”. Cresce la tensione dopo i nuovi sconfinamenti in Estonia e Polonia

L’eco delle parole di Donald Trump scuote le cancellerie occidentali e riporta al centro della scena il rischio di un’escalation militare tra Russia e Nato. Dopo un colloquio riservato con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, l’ex capo della Casa Bianca ha sollecitato i Paesi membri dell’Alleanza Atlantica ad adottare una posizione senza compromessi: “Abbattano i jet russi che violano i loro cieli”.

La dichiarazione giunge in un contesto già incandescente, segnato dai recenti sconfinamenti di velivoli militari russi nello spazio aereo di Estonia e Polonia, episodi che hanno immediatamente fatto scattare l’allerta a Bruxelles e a Washington.

Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, hanno ribadito la linea comune: “Siamo pronti a reagire in caso di minaccia proveniente dalla Russia”. Parole che hanno fatto da cornice a un dibattito sempre più serrato nelle sedi diplomatiche e militari, mentre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è diventato teatro di uno scontro frontale. Varsavia e Londra hanno scelto di non usare giri di parole: se le violazioni dello spazio aereo dovessero ripetersi, “i velivoli russi potrebbero essere abbattuti”.

La Polonia, storicamente tra i Paesi più esposti e più sensibili al rischio di incursioni da est, ha confermato attraverso il premier Donald Tusk di essere “pronta a qualsiasi decisione volta a difendere il proprio territorio”. Una posizione rafforzata dal Regno Unito, con la ministra degli Esteri Yvette Cooper che ha chiarito: “Agiremo se costretti”.

A sostenere la linea dura è arrivata anche la voce degli Stati Uniti, con un messaggio diretto: Washington difenderà “ogni centimetro del territorio Nato”. Un impegno che riprende la formula già pronunciata in più occasioni dal presidente Joe Biden, ma che ora, di fronte alle pressioni di Trump e alle nuove provocazioni russe, acquista una risonanza ancora più significativa.

Dal Cremlino, come prevedibile, non si è fatta attendere la replica. Le accuse vengono definite “infondate” e lo stesso presidente Vladimir Putin ha messo in guardia l’Occidente: Mosca risponderà a “qualsiasi minaccia esistente o emergente”, anche ricorrendo a “misure militari”. Una risposta che alimenta la spirale di dichiarazioni e contro-dichiarazioni, con il rischio di avvicinare lo scontro a un punto di non ritorno.

In questo quadro teso, anche l’Italia si prepara a rafforzare le proprie difese. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato l’elaborazione di “un piano per la sicurezza degli aeroporti e delle infrastrutture”, pensato per reagire a eventuali incursioni o atti ostili nello spazio aereo nazionale.

Il braccio di ferro tra Mosca e l’Occidente, dunque, entra in una fase ancora più delicata. Alle provocazioni aeree risponde una retorica sempre più muscolare, che intreccia diplomazia e minaccia militare. Sullo sfondo resta il conflitto in Ucraina, epicentro di una crisi che, a distanza di oltre due anni dall’invasione, continua a ridefinire gli equilibri internazionali e a mettere alla prova la coesione dell’Alleanza Atlantica.

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