Si è presentato con lo sguardo basso, la voce rotta e le lacrime agli occhi. Krzystof Jan Lewandoski, 34 anni, cittadino polacco, è l’uomo alla guida del furgone che sabato sera a Brivio, in provincia di Lecco, ha travolto tre ragazze. Due di loro, Giorgia Cagliani e Milena Marangon, entrambe ventunenni, sono morte sul colpo. La terza, Chiara Consonni, è sopravvissuta.
Il giudice per le indagini preliminari, Salvatore Catalano, ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere. L’accusa è pesantissima: duplice omicidio stradale aggravato dalla guida sotto effetto di stupefacenti.
L’udienza di convalida
In tribunale Lewandoski si è mostrato sconvolto. “Sono disperato per quanto accaduto, chiedo perdono alle famiglie”, ha detto singhiozzando. Ha raccontato di essersi fermato subito dopo l’impatto e di aver tentato di prestare soccorso: “Mi sono chinato, ho cercato il polso, ma non c’era più nulla da fare”.
La difesa ha presentato una versione che dovrà ora essere verificata dagli inquirenti: l’uomo avrebbe perso il controllo del mezzo perché abbagliato dai fari di un’auto proveniente in senso opposto. “Ho visto un altro veicolo arrivare e sono rimasto accecato”, ha spiegato. Da lì lo sbandamento e l’investimento delle tre giovani, che stavano percorrendo a piedi via per Airuno, dirette alla festa paesana.
Le indagini in corso
L’uomo è risultato positivo al narcotest per consumo di cannabis. Restano da chiarire tempi e modalità dell’assunzione, con ulteriori esami tossicologici già disposti dalla Procura di Lecco. Verranno analizzati anche i rilievi tecnici sulla dinamica dell’incidente e si cercherà di stabilire se la presenza di un secondo veicolo possa aver avuto un ruolo, come sostiene l’indagato.
Il furgone era stato fermato poco dopo il tragico impatto. Lewandoski, in Italia per ritirare una bicicletta, non ha precedenti penali. L’arresto è scattato immediatamente.
Il dolore delle famiglie
A raccontare con dignità e straziante lucidità la tragedia è stato Eddy Cagliani, padre di Giorgia. “Non cerco vendetta, non sono così cattivo. Ma mia figlia non me la ridà nessuno”, ha detto a Repubblica. Ha ricordato gli ultimi momenti trascorsi insieme: una pizza fatta in casa, la corsa a comprare la Coca Cola che la ragazza desiderava, la scelta dell’abito per la festa. “Ci ha salutato ed è uscita. Poi la telefonata dei carabinieri, poco dopo mezzanotte. Ci hanno detto di correre al pronto soccorso. Mia moglie lavora lì, ma non sapeva nulla. Quando è arrivato il maresciallo, abbiamo capito: erano morte sul colpo”.
Il messaggio dell’amica sopravvissuta
Chiara Consonni, l’unica sopravvissuta, ha affidato ai social parole di amore e dolore per le compagne perdute. “Tanti sorrisi e momenti felici… purtroppo non abbastanza. Vi voglio bene. Sarete sempre nel mio cuore. Vivrò per voi”, ha scritto.
La comunità in lutto
L’incidente è avvenuto sabato 21 settembre, poco prima delle 23, in una zona periferica ma trafficata di Brivio. Le tre ragazze si stavano recando alla festa paesana, tradizionale appuntamento molto partecipato. Dopo la tragedia, tutte le iniziative sono state sospese in segno di lutto.
Le comunità di Paderno d’Adda, Robbiate e Brivio si stanno preparando a dare l’ultimo saluto a Giorgia e Milena. Non è escluso che i funerali vengano celebrati in forma congiunta, in una cerimonia che si annuncia come una grande, dolorosa manifestazione collettiva.
I prossimi passi
La Procura di Lecco, guidata dal sostituto procuratore che coordina l’inchiesta, dovrà ora stabilire con precisione la dinamica, verificare le responsabilità e attendere l’esito degli esami tossicologici. Il fascicolo resta aperto per duplice omicidio stradale aggravato.
Nel frattempo, il dolore corre più veloce della giustizia. Due famiglie hanno perso le loro figlie, una comunità intera si è fermata. E un uomo, rinchiuso in una cella, piange disperato per un perdono che forse non arriverà mai.
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