4 Ottobre 2026, domenica
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Schlein incalza Meloni: “Sulla Palestina servono scelte vere, non giochi di prestigio”

La leader del Partito democratico chiede al governo il riconoscimento immediato dello Stato palestinese. Dall’altra parte, Papa Leone invita a lavorare per la soluzione dei due Stati ma avverte: manca la volontà di ascolto.

Sul riconoscimento della Palestina si accende un nuovo fronte politico e internazionale. In Italia, Elly Schlein alza la voce contro l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, accusandolo di ambiguità e tatticismi. Sul piano globale, Papa Leone richiama la comunità internazionale alla responsabilità, ribadendo la necessità di una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati.

“La presidente del Consiglio comincia a capire che sulla Palestina sta perdendo la faccia di fronte al mondo e alla nostra opinione pubblica – attacca la segretaria del Partito democratico –. Ma non è il momento di giochi di prestigio o prese in giro. O si riconosce lo Stato di Palestina, come hanno già fatto oltre 150 Paesi e oggi anche Francia e San Marino, oppure non lo si riconosce”.

Schlein respinge con forza l’idea che un simile atto possa essere equivocato come un sostegno al terrorismo. “Basta propaganda. Riconoscere la Palestina significa riconoscere l’Autorità nazionale palestinese, non certo i terroristi di Hamas che non possono rappresentare il futuro di Gaza. Francia, Spagna e Regno Unito hanno agito in questa direzione: davvero qualcuno pensa che abbiano voluto legittimare Hamas? Noi chiediamo che l’Italia si unisca senza ulteriori rinvii agli altri Paesi che hanno scelto la via del riconoscimento immediato”.

Mentre a New York è in corso l’assemblea generale delle Nazioni Unite, Papa Leone, lasciando la residenza di Castel Gandolfo, è tornato a parlare del conflitto in Medio Oriente e delle prospettive di pace. “Bisogna lavorare alla soluzione dei due Stati”, ha ribadito. Rispondendo a una domanda sul possibile effetto di un riconoscimento formale della Palestina, il pontefice ha osservato: “Potrebbe aiutare, ma in questo momento dall’altra parte non si riscontra volontà di ascoltare. Continua la campagna contro la città di Gaza”.

Il Papa ha poi aggiunto una previsione realistica ma amara: “Credo che gli Stati Uniti saranno gli ultimi a riconoscere la Palestina. Eppure occorre trovare una via per rispettare i popoli”. Leone ha infine fatto sapere di aver avuto contatti diretti con la parrocchia di Gaza, sottolineando la gravità della situazione umanitaria e la necessità di non lasciare soli i civili sotto assedio.

Il nodo del riconoscimento resta dunque cruciale: per l’opposizione italiana un banco di prova per misurare la credibilità internazionale del governo, per la Chiesa un passaggio imprescindibile verso una pace giusta e duratura.

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